PIAZZA AFFARI, TEMPI DURI

22 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Il timore di nuove perdite per alcuni colossi bancari, lo spettro della recessione e, non da ultimi, il peso del caro petrolio e la maxi-retata negli Usa per lo scandalo ‘subprime’ non danno tregua ai mercati. Dopo una settimana di ribassi, con gli indici del Vecchio Continente tornati sui minimi da tre mesi a questa parte, c’é ancora chi teme che “il peggio deve ancora arrivare”, indicano gli operatori.

Di certo, ha spiegato un analista di Commerzbank, al momento bisogna evitare di investire nel comparto finanziario: “E’ ancora troppo presto”, ha detto, mentre proprio in questi giorni Goldman Sachs e Lehman Brothers hanno previsto ancora tempi duri per le banche. Ma lo scetticismo riguarda anche altri comparti, tra cui quello automobilistico e delle compagnie aeree, da sempre i più penalizzati all’impennata del prezzo del petrolio, di nuovo sopra i 134 dollari al barile.

Intanto, nel corso dell’ultima settimana le lancette del Dj Stoxx 600, che sintetizza l’andamento dei mercati paneuropei, sono tornate sui livelli dello scorso marzo, perdendo 3,5 punti percentuali. A fare meglio è stata solo Francoforte (-2,76%), mentre hanno registrato un andamento allineato a quello continentale sia Londra (-3,14%) sia Piazza Affari (S&P/Mib -3,5%).

E proprio sul listino milanese sono puntati gli occhi degli investitori, dopo il tonfo nell’ultima seduta della settimana di Fiat (-6,5%) con il titolo che è tornato sui livelli di metà settembre del 2006 a quota 11,78 euro. A far scattare le vendite, secondo gli operatori, ha contribuito un mix di fattori, ma in primis, la sincerità dell’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne, che commentando l’andamento del mercato dell’auto in Italia nel mese di giugno lo ha definito “disastroso”, confermando comunque gli obiettivi del Lingotto per la fine dell’anno.

Non e’ un mercato per vedove e orfani. E non e’ un mercato per news gratuite. Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Tra i titoli europei più penalizzati del settore auto da inizio anno, oltre Fiat (-33,6%) – che per gli operatori “vanta comunque dei fondamentali buoni” -, ci sono Porsche e Peugeot-Citroen che, sempre da gennaio, hanno perso rispettivamente il 22% e il 33 per cento. Controcorrente soltanto Volkswagen che negli ultimi sei mesi in Borsa ha guadagnato il 16,5 per cento. “Le indicazioni sul petrolio di lunedì mattina – ha commentato un operatore – saranno fondamentali per capire se ci sarà lo spazio per tentare un rimbalzo tecnico nel settore automobilistico, anche se le tensioni tra Israele ed Iran non sono d’aiuto”.

Così come del resto non aiutano le notizie che giungono dal mercato automobilistico Oltreoceano con le agenzie di rating che hanno messo sotto osservazione il giudizio sulle principali casa di produzione. Standard & Poor’s ha rivisto l’outlook con implicazioni negative su General Motors, Ford e Chrysler.