PIAZZA AFFARI, SPIRALE DI VENDITE MASSICCE

26 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

A metà seduta la situazione a Piazza Affari assomiglia a quella di un campo di battaglia: gli attacchi dei venditori sulla scia dello scandalo WorldCom hanno avuto la meglio su qualsiasi tentativo di resistenza che non fosse Seat Pagine Gialle.

Il titolo è stato capace, in una mattinata come quella appena trascorsa, di rimontare e portarsi in guadagno di un punto percentuale.

Tutti i settori sono precipitati sulla scia delle cattive notizie provenienti dagli Usa e dalla intonazione tragica che hanno preso i future sugli indici americani.

L’ammissione di problemi contabili da parte del gruppo telefonico americano, che alla borsa di Francoforte è venuto giù come un sasso, ha iniziato a falcidiare fin dalle primissime ore del mattino i mercati asiatici.

L’onda lunga del ribasso è poi via via rimbalzata in Europa, dove ancora adesso le vendite tengono banco, e sull’avvio in Italia.

Che non ci sarebbero state reti di protezione si è visto fin dall’inizio: tutti i settori sono piombati giù, segno di una totale sfiducia nei confronti di un mercato che, come si sente dire nelle stesse sale operative, è minato da scandali che si susseguono a ritmo preoccupante, con conseguenze pesanti anche sul fronte dell’occupazione.

Il castello di equilibri e di collegamenti finanziari si sta sfaldando inesorabilmente: non solo il tech è finito a fondo, come in Italia dimostrano anche Stm sul Mib30 e lo stesso Numtel, ma vanno giù anche i finanziari.

Come accadde qualche mese fa per il caso Enron, anche il comparto bancario è in fibrillazione, alla luce del livello di esposizione che i vari istituti di credito, in Italia come in Europa hanno nei confronti di WorldCom.

E mentre alcuni rumor sollevano ulteriori timori su particolari istituti di credito italiani (Per avere tutti i dettagli clicca su WSI RUMORS, in INSIDER. Abbonati subito!), giusto Bnl rassicura gli investitori, affermando di non essere esposta nei confronti del gruppo Usa.

Non per questo il titolo si salva dalla raffica di vendite e perde oltre sei punti percentuali.

Nella sua pesantezza, il quadro della giornata è quasi monotono.

I telefonici arretrano di circa quattro punti percentuali.

La loro performance è minata anche in Europa, dove alla questione di WorldCom si aggiunge il profit warning di Alcatel.

La stessa Pirelli, in Italia, è sul filo di quota €1.

Tanto per rimanere in casa di Marco Tronchetti Provera e delle società che al suo gruppo fanno capo, si segnala la pessima performance di Pirelli Real Estate, al suo secondo giorno di contrattazione.

E nonostante l’attenzione per i possibili sviluppi nel reticolo di alleanze, va giù fin dal mattino anche il titolo Fiat, che ha anche accelerato la sua caduta nell’ultima fase dopo il downgrade di Moody’s.

Gli occhi di tutti sono ora puntati verso Wall Street, che apre tra poco meno di due ore sotto i peggiori auspici.

Va segnalato tra l’altro lo sforzo delle autorità monetarie internazionali per sostenere il dollaro contro l’euro.

In Italia oggi il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio ha osservato che le quotazioni sul mercato azionario italiano “non sono nel complesso fuori linea”, benchè “nel breve periodo la variabilità dei corsi può risultare accentuata”.

Fazio ha aggiunto che l’investimento in Borsa richiede oggi “una attenta analisi dei fondamentali delle economie, dei settori produttivi e delle singole imprese”, e ha ammesso che negli ultimi dieci anni la
propensione al risparmio delle famiglie italiane è scesa dal 24% al 12,4%.

Vanno dunque “poste le condizioni perché una quota
maggiore del risparmio degli italiani trovi impiego nelle
nostre imprese”.

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