Piazza Affari riduce le perdite, banche miste. Giù i futures Usa

26 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

In retromarcia i mercati finanziari europei, che scontano tra le altre cose la chiusura timidamente negativa di Tokyo e che guardano ai cali, sebbene frazionali dei futures americani i futures sul Dow Jones perdono infatti 5 punti, quelli sul Nasdaq sono in calo di 1,50 punti e quelli sullo S&P cedono 3,6 punti.

Dopo aver chiuso ieri ai massimi degli ultimi sei mesi , oggi Wall Street dovrà superare la prova del nove di altri dati economici: in calendario l’indice Case-Shiller, che darà indicazioni sul mercato del mattone, relative al mese di agosto. Il dato sarà diffuso prima dell’avvio dei mercato.

Alle 16 ora italiana sarà la volta dell’indice sulla fiducia dei consumatori stilato dal Conference Board, che si riferisce al mese di ottobre. Gli analisti prevedono un rialzo a 49 punti, dai 48,5 di settembre.

Tra le società Usa che diffonderanno gli utili, occhi puntati su Ford.

Tornando all’Europa, da segnalare la decisione della Banca centrale della Svezia di alzare i tassi di interesse di 25 punti base all’1%.

Intanto Francoforte alle 13 circa cede lo 0,15%, Londra fa -0,72%, Parigi -0,60%), Amsterdam -0,44% e Bruxelles azzera i guadagni. Giù invece anche Milano, che riduce però le perdite: il Ftse Mib al momento arretra dello 0,18%.

A Piazza Affari sono miste le banche, con Mediolanum che scende del 2%, Banco Popolare che riduce i ribassi e cala dello 0,62% e Banca Mps che arretra dello 0,57%. Intesa SanPaolo guadagna invece lo 0,39%, mentre Unicredit fa +0,21%.

In rosso sul Ftse Mib soprattutto il titolo del risparmio gestito Azimut Holding, che arriva a perdere più del 3%. Male anche Luxottica (-2,43%) e Geox (-2%). Il segno meno colpisce inoltre Saipem (-2,27%) e Exor (-1,34%). Tra i rialzi più notevoli, da segnalare Autogrill (+1,77%) e Finmeccanica (+1,39%),

In generale, in Europa i riflettori continuano a essere puntati sulle trimestrali, sia europee che Usa, come quelle diffuse da UBS, Merck, Michelin e ArcelorMittal: quest’ultima è in pesante calo su un profit warning.

Ubs invece ha reso noto di essere tornata in utile nel terzo trimestre, realizzando un utile netto di 1,66 miliardi di euro contro la perdita di 564 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, e battendo anche le stime degli analisti. L’outlook della banca, tuttavia, non ha convinto i mercati.

Nel frattempo, il petrolio è stabile a New York a 82,51 dollari al barile, in calo di appena 0,01 punti, mentre l’oro cede a 1.336,31 dollari all’oncia.

Sul valutario l’euro scende sul dollaro a 1,3952; il biglietto verde sale anche sullo yen attestandosi a quota 81,12.