PIAZZA AFFARI: PRE-APERTURA INCERTA A MILANO

28 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari riparte da zero. Ieri la seduta si è snocciolata lungo una serie di rialzi, che però sono rientrati verso la fine sgonfiando la crescita della New Economy e restituendo fiato alla Old Economy.

Dagli Stati Uniti non sono giunti segnali univoci: né per quanto riguarda gli indici, con il Nasdaq negativo quasi in modo speculare rispetto al Dow Jones positivo (rispettivamente, -0,82% e +0,72%); né per quanto riguarda l’esito delle elezioni presidenziali. Questa situazione rischia di ispirare l’ennesima seduta all’insegna dell’incertezza e di ritardare l’atteso rimbalzo di fine anno.

Il Mibtel ieri ha chiuso a 32.838 punti (-0,08%); il Mib30 a quota 47.731 (-0,19%). Oggi l’avvio del Fib30 lascia prevedere una giornata depressa, sulla scia delle Borse asiatiche che hanno già chiuso e di quelle europee che hanno appena aperto. Il future sulle trenta blue chips segna infatti in avvio una perdita di 212 punti, a quota 47.725.

“Siamo in una fase di congestione – afferma l’analista di una primaria Sim – il Fib30 si trova tra un supporto di 46.740 e una resistenza di 49.050; segnali di ripresa si avrebbero al superamento deciso della resistenza mentre una rottura dell’area intorno a 46.700 farebbe scivolare l’indice verso un primo livello di 47.640 e successivamente ancora più in basso”.

Gli analisti si aspettano nuovi ribassi nel comparto dei telefonici, ma suggeriscono acquisti selettivi sui titoli di settore più interessanti. Vedono bene anche San Paolo Imi, Generali, e Enel che, nonostante la fatica a superare gli attuali livelli, “ha delle buone potenzialità, soprattutto in questa fase in cui si privilegiano i titoli rifugio”.