PIAZZA AFFARI PARTE POSITIVA, BENE INTESA E CIR

23 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Risveglio piacevole per la borsa milanese e per gli altri listini europei, nonostante il finale in rosso di Tokyo e quello debole di Wall Street . I mercati attendono con ansia la diffusione dell’indice Ifo della Germania e nel pomeriggio la fiducia dei consumatori Usa.

A Milano l’indice FTSE IT All-Share avvia la seduta con un rialzo dello 0,43% a 22.298 ed il FTSE MIB con un vantaggio dello 0,49% a 21.810 punti. Freccia verde anche per il FTSE IT Mid Cap con un +0,28% a 23.896 e per il FTSE IT Star +0,25% a quota 11.064.

Tra le banche si comportano bene Intesa e Cir, la prima nel giorno in cui si riunisce il consiglio di gestione per la quotazione di Banca Fideuram e la seconda dopo che la controllata Sorgenia ha ottenuto un finanziamento da 70 milioni della durata di 18 anni per realizzare progetti nel settore del fotovoltaico in Italia. In evidenza anche il Banco Popolare e la Pop Milano.

Tra le utilities si mette in luce A2A con un balzo dell’1,60% mentre l’Enel guadagna poco più di mezza frazione di punto. Proseguono le vendite su Telecom Italia, dopo la debacle della vigilia. Ieri è stato firmato un accordo con Ferrovie dello Stato per lanciare internet su treni ad Alta Velocità. Scivola in pre-apertura Snia, dopo che il commissario straordinario della controllata Caffaro Chimica ha richiesto al Tribunale di Milano di dichiarare lo stato di insolvenza della capogruppo.

Euforica Mondo Tv, che ha chiuso il 2009 con un utile netto pari ad un milione di euro rispetto al rosso del 2008. Brilla ancora Biesse dopo i guadagni di ieri sulla comunicazione del piano triennale.

In generale, sui mercati i riflettori sono già puntati sull’audizione del presidente della Fed, Ben Bernanke, mentre venerdì sarà la volta della revisione del Pil Usa del 4° trimestre.

Nel frattempo l’euro rialza la testa con un gesto impetuoso che lo porta a salire fino a 1,3665 mentre il petrolio newyorkese staziona sopra gli 80 dollari al barile e l’oro vale 1.119 dollari l’oncia.