PIAZZA AFFARI NON SI SBILANCIA, ASPETTA GLI USA

20 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’indecisione è di casa a Piazza Affari dove il mercato si tiene basso e cerca di capire dai primi movimenti dei futures americani come sarà l’apertura di Wall Street. “In effetti il nodo cruciale è proprio lì – conferma a Wallstreetitalia Marina Martini di Paribas – in attesa di un esito sulle presidenziali USA nessuno prende posizione, e a questo punto poco importa chi sarà il vincitore, l’essenziale è che il caso si chiuda e senza polemiche”.

Per questa sera, intorno alle 20:00 ora italiana, è atteso il giudizio della Corte Suprema dello Stato della Florida, dalla quale dovrebbe venire una svolta definitiva. In queste ore il mercato scalda i motori laddove ritiene che ci sarà da correre. In vista di un possibile rimbalzo del Nasdaq, dunque, il Nuovo Mercato si fa più vivace. E pur rimanendo ancora in negativo (-0,06%) vede crescere molti titoli: tra questi, Digital Bros (+2,05% a 18,4 euro), Freedomland (+1,91% a 32,5 euro), Mondo tv (+1,34% a 103,5 euro), Tiscali (+0,32% a 34,15 euro), ePlanet (+0,85% a 47,35 euro).

Gli altri indici sono invece più depressi. Il Mibtel cede lo 0,34% a 32.982 punti. Il Mib30 lascia lo 0,35% a 48.001 punti. E’ negativo anche il Fib30 (-0,39% a quota 48.195). Per il Midex –0,36% a 36.739 punti.

In questo scenario i bancari appaiono più appannati rispetto alle sedute della scorsa settimana. “Bisogna anche considerare – sottolinea Marina Martini – che il settore era cresciuto molto nelle scorse settimane, e che adesso sta correggendo”. In particolare, è il caso di Unicredito (-0,59% a 5,88 euro) e di Banca di Roma (-1,39% a 1,28 euro).

Resta forte la tensione su Mediobanca (+0,78% a 13,68 euro) e su Generali (+0,65% a 41,8 euro). “Sono acquisti speculativi in vista di possibili rimpasti nella galassia Mediobanca – riflette l’operatrice di Paribas – il mercato è sceso per un giorno quando si è diffusa la notizia che Mediobanca avrebbe acquistato le proprie quote detenute dalla francese Lazard, ma poi è tornato a crescere. Segno che subodora qualcosa”.

In crescita Mediaset (+0,51% a 15,87 euro), “ha un prezzo interessante”, mentre Eni (+0,64% a 7,03 euro) “è diventato un titolo abbastanza caro”. Nell’immobilismo del momento, un titolo da seguire, per Marina Martini, è nella old economy: “Enel non ha performato sull’anno”.