PIAZZA AFFARI: LE BANCHE SOTTO TORCHIO

7 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Tra i settori che più stanno soffrendo oggi a Piazza Affari c’è quello dei bancari. San Paolo Imi, per esempio, è il peggiore del Mib30 e perde il 4,75% a 16,44 euro.

Immediatamente prima si colloca Mps, che cede il 2,98% a 4,4 euro. Perdono ampiamente terreno anche Mediobanca (-1% a 12,22 euro), Unicredito (-1,77% a 5,39 euro), Bipop (-1,91% a 8,38 euro).

“Secondo me si tratta di vendite emotive”, dice a WallStreetItalia Federico Rivalta, responsabile delle gestioni patrimoniali di Cofimo Sim. A spingere gli ordini di vendita sono, per Rivalta, i timori per le conseguenze della vicenda dei mutui: accesi in passato a tassi di mercato, in seguito sono diventati usurai per legge.

Il governatore di Bankitalia Antonio Fazio ha parlato nei giorni scorsi di possibili oneri a carico degli istituti di credito per una cifra oscillante tra i 15.000 e i 40.000 miliardi di lire.

Un altro trader interpellato da WallStreetItalia è convinto che alla fine, in qualche modo, le banche saranno toccate, magari “con una soluzione all’italiana, quasi come punizione contro il profitto”. E aggiunge: “del resto, mi risulta difficile immaginare che in clima elettorale qualcuno possa avere il coraggio di difendere le banche”.

Per Diego Mihalich, trader di Gestnord International Sim sentito da WallStreetItalia, questo ribasso “non rispecchia i fondamentali, bensì la mutata situazione del mercato negli ultimi dieci giorni”. Anche Mihalich sottolinea l’effetto-mutui, ma finisce per dire che la valutazione delle banche nell’ultimo mese, “e in questo mercato esagerato dove tutto si muove ormai molto repentinamente”, è sostanzialmente “in equilibrio”.