Piazza Affari incrementa i guadagni, giù i futures Usa in attesa di dati

27 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

In attesa dell’avvio di Wall Street, le principali borse europee virano in territorio positivo, ad eccezione di Londra, che cede lo 0,40%. Bene Piazza Affari, che vede il Ftse Mib puntare con decisione verso l’alto con un guadagno -alle 13 ora italiana pari allo 0,60%, mentre Francoforte sale dello 0,12% e Parigi dello 0,29%. In calo frazionale Amsterdam (-0,06%) e Bruxelles (-0,12%).

In flessione invece i futures americani: il contratto sul Dow Jones cede 26 punti, quello sul Nasdaq arretra di 6.25 punti, mentre quello sullo S&P 500 arretra del 4,20%. Rimane l’incertezza negli Stati Uniti su quelle che saranno le prossime mosse della Fed, che dovrebbe annunciare una manovra di quantitative easing il prossimo 3 novembre.

E’ attesa inoltre per l’arrivo di alcuni dati economici Usa; alle 14.30 ora italiana saranno resi noti gli ordini dei beni durevoli di settembre, mentre alle 16 sarà la volta del dato sulle vendite di case nuove, sempre di settembre.

Tornando a Piazza Affari l’attenzione rimane puntata sulle banche, dopo la diffusione dell’ultimo rapporto di Moody’s , che ha confermato l’outlook negativo per il settore bancario italiano. Alla nota ha risposto Corrado Passera, numero uno di Intesa SanPaolo, che ha affermato che a suo avviso gli istituti abbiano superato la crisi “molto meglio di altri”.

Le vendite colpiscono soprattutto Banco Popolare che continua a scontare l’annuncio dell’aumento del capitale cedendo oggi più del 3%. Giù anche Mps (-1,81%)e Mediolanum (-2,89%). Tuttavia, a dispetto di Moody’s, non tutte le banche perdono terreno: Mediobanca fa per esempio +2,12%, Unicredit recupera con un +1,11% e Ubi Banca cresce del 2,13%. Intesa SanPaolo incrementa i rialzi e sale dell’1,74%.

In particolare Unicredit è al centro dei riflettori l’Ad di Federico Ghizzoni che, in un’intervista al quotidiano ‘la Repubblica’, ha detto di escludere un aumento di capitale, e anche un’ipotesi di scalata da parte degli azionisti libici e ha chiarito il perché della nomina di Roberto Nicastro come unico direttore generale del gruppo bancario.

Maglia nera del Ftse Mib oggi è comunque Azimut Holding, che perde più del 4,5%.

Protagonista oggi a Milano anche Stm ; dopo la diffusione dei conti, il titolo balza del 3,5%. Nel terzo trimestre dell’anno la società ha registrato ricavi netti in aumento del 16,8% rispetto all’anno precedente a 2,65 miliardi, con ricavi in crescita in tutte le regioni e tutti i segmenti di mercato, ad eccezione del Telecom.

Altri segni più sono quelli di Telecom Italia (+1,86%). Fondiaria-Sai (+1,68%) e Exor (+2,12%). Molto bene poi Finmeccanica (+3,30% e Autogrill (+2,89%).

Andando a guardare agli altri mercati, sul fronte valutario l’euro si conferma debole ma recupera a New York la soglia degli 1,38 dollari. Il biglietto verde si allontana invece dai minimi da 15 anni contro lo yen, dopo che le autorità giapponesi si sono dette pronte ad intervenire con forza per frenare il rafforzamento della divisa nazionale. Il rapporto dollaro/yen è dunque in rialzo a 81,52.

Sottotono le commodities, con il petrolio che a New York si attesta a 81,86 dollari al barile (in flessione di 69 centesimi) e l’oro che scende a 1.333,80 dollaro l’oncia, in calo di 4,8 dollari.