PIAZZA AFFARI IN ROSSO, PESANTE STM

2 Agosto 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari si è fermata sui minimi della seduta, seguendo l’impostazione pomeridiana data dai mercati a stelle e strisce.

Tengono banco, infatti, le preoccupazioni per il rallentamento della ripresa economica, evidenziato dai dati comunicati negli ultimi giorni, e per la ripresa dei profitti delle aziende, dopo i warning lanciati da National Semi e Walt Disney.

Decisamente negativi gli ordini alle fabbriche Usa, che a giugno hanno registrato il ribasso maggiore in sette mesi, ennesimo segnale che la ripresa del settore manifatturiero sta rallentando.

Sono risultati nel complesso deludenti i dati sulla disoccupazione di luglio.

Incoraggianti invece i dati sul reddito e le spese personali di giugno.

Sui mercati valutari da segnalare il balzo in avanti dell’euro nei confronti del dollaro dopo il dato sulla disoccupazione Usa.

Il Mibtel si è fermato a 18.077 punti a –0,66%
Il Mib30 si è fermato a 24.356 punti a –0,55%
Il Midex si è fermato a 23.080 punti a –1,41%
Il Numtel si è fermato a 1.347 punti a –2,18%

Piazza Affari così non è riuscita a riparare al giro di boa di metà seduta con gli indici in negativo, al termine di una mattinata trascorsa, dopo l’avvio, un po’ al di qua e un po’ al di là della parità.

In una situazione del genere gli investitori hanno moltiplicato gli ordini di vendita, tenendo conto oltretutto che è venerdì e di questi tempi sono in pochi a tenere posizioni aperte durante il weekend.

In ribasso tutti i bancari. Oggi Lehman brothers ha tagliato il target sul prezzo di San Paolo Imi a €8, mantenendo il giudizio di “market perform”, cioè farà come il mercato. Ma in compenso non sono mancati giudizi positivi su altri titoli finanziari. Molto male, invece, BNL tra i peggiori del Mib30.

In generale, il mercato guarda con apprensione al Sud America.

Secondo il Corriere della Sera, che cita la Banca dei regolamenti internazionali, in Brasile le banche italiane rischiano $5 miliardi, pari a un quinto di tutti i crediti e gli investimenti degli istituti italiani nell’area sudamericana, compresi i Caraibi.

L’esposizione di tutto il
sistema bancario mondiale nei confronti dell’economia brasiliana è di $134,8 miliardi.

Pesante Fiat, sul timore di un abbassamento del giudizio da parte delle società di rating, anche per la forte esposizione proprio verso il continente sudamericano. Nelle sale operative ha rimbalzato la voce di un possibile declassamento del rating sul debito allo status di “junk bond” e questo avrebbe effetti drammatici sulla società del Lingotto.

Contrastai i telefonici, con Telecom Italia che ha provato a fare la lepre sulle voci di un possibile dividendo straordinario di €0,40. L’ipotesi ha spinto anche le quotazioni di Olivetti. In calo invece Tim.

Il titolo che ha sofferto più di tutti è stato Stmicroelectronics. L’aspetto che colpisce è che il titolo è sceso al di sotto del livello del 21 settembre scorso e che questo fatto spiana la strada alle peggiori prospettive.

In decisa lettera anche i titoli del lusso. Bulgari ha sofferto piu’ di tutti, ma anche Tod’s è andata giu’.

Sul Midex troviamo in forte ripiegamento Alitalia. Il comparto del trasporto aereo ha registrato oggi, a livello europeo, i dati di bilancio trimestrali di British Airways, e le prospettive poco rosee per il prossimo futuro.

Sul Nuovo Mercato, dove i titoli sono quasi esclusivamente in negativo, pochi i titoli in rialzo tra cui Freedomland. Questa sera si riunirà il consiglio di amministrazione per esaminare l’adeguamento del prezzo dell’opa lanciata sul 100% del capitale da Interactive group a €12,6 dai precedenti €11.

Pesante Tiscali al di sotto di quota €6.

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