PIAZZA AFFARI: IL DESTINO NELLE MANI DI FED E BCE

7 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari sta cercando una direzione, e si presenta negativa all’appuntamento di metà seduta con i principali indici in calo.

Sul Mib30 oggi si fa notare Mediaset, che rimbalza dell’1,25% a 14,39 euro e si pone come il miglior titolo fra le trenta blue chip. I telefonici sono deboli, i bancari misti.

Perde parecchio, invece, il settore energetico, affossato per lo più dalla flessione del prezzo del greggio. Ne soffrono in particolare Eni (-2,19% a 6,31 euro) e Enel (-2,44% a 4,08 euro).

“Ora è tutto in mano alle autorità monetarie – afferma Federico Rivalta, responsabile delle gestioni patrimoniali di Cofimo Sim – e mai forse come in questo momento è importante il timing con cui queste si muoveranno”. Rivalta guarda alla Fed, ma anche alla Bce: “in questo momento in cui i consumi americani stanno rallentando, l’Europa può giocare un ruolo importante; l’unico ostacolo è la grande paura dell’inflazione, che sembra intimorire più della recessione”. In una situazione del genere di forte attesa “nessuno ha voglia di rimanere con il cerino acceso in mano: si aspetta e si tende a non comprare”. Per questo il mercato scende.

Il Mibtel è in ribasso dello 0,58%, il Mib30 dello 0,60%. Negativi anche il Midex (-0,11%) e il Nuovo Mercato, che lascia il 2%. Secondo un operatore di mercato, il calo dell’indice tecnologico era atteso perche’ ha perso meno rispetto al resto d’Europa.

Sul Nuovo Mercato tiene banco negativamente Tiscali (-6,23% a 25 euro). Un’operatrice interpellata da Wallstreetitalia spiega che sul titolo pesano anche le indicazioni degli analisti secondo i quali “i prezzi sono piu’ alti rispetto ai competitors”.

Sul fronte finanziario Mediolanum cede lo 0,77% a 14 euro. Centrosim ha emesso un giudizio di outperformer sul titolo, indicando un target sul prezzo a 18,11 euro. La società ha smentito le indiscrezioni di stampa che la indicano come possibile acquirente della quota detenuta da Generali in Fondiaria.

Sul fronte bancario Mps lascia l’1,87% a 4,45 euro. L’istituto di credito non ha voluto confermare né smentire le voci di mercato secondo le quali sarebbe in trattativa con Unipol per un accordo strategico da realizzare con uno scambio di partecipazioni.

Nella galassia di Roberto Colaninno Seat cede lo 0,61% a 2,6 euro. Secondo alcuni analisti il titolo editoriale soffre per una eccessiva valutazione.

Telecom Italia lascia lo 0,94% a 13,45 euro; Tim perde lo 0,84% a 9,31 euro.