PIAZZA AFFARI FERMA, E’ TERRA DI RUMORS

17 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Al giro di boa di metà seduta Piazza Affari si presenta a cavallo della parità, dopo una mattinata trascorsa a oscillare al di sopra e al di sotto dello zero. Ora i principali indici lasciano sul terreno lo 0,20-0,30% circa con qualche pressione in più sul Nuovo Mercato, in ribasso dello 0,42%.

Gli investitori istituzionali ed esteri stanno a guardare per tentare di capire dove andrà il mercato nei prossimi giorni, ora che con questa settimana è finita la tornata delle trimestrali. Gli assicurativi sono in gran spolvero e catalizzano l’attenzione degli investitori; in ribasso i telefonici, ferme le banche, qualche picco su titoli specifici, come Fiat (+2,84%).

“Stiamo in controtendenza rispetto all’Europa – ha detto a Wallstreetitalia l’operatore di una primaria Sim – lì il settore automobilistico va in perdita, da noi cresce”. Si tratta, aggiunge, di rumors vecchi e nuovi: “non ultimo quello dell’imminente cessione di Fiat Auto, una voce che la speculazione sta rispolverando, ora che è scomparso Edoardo Agnelli; è vero che non era destinato alla successione, ma ormai il mercato ha una ragione in più per convincersi che non appena non ci sarà più l’Avvocato l’azienda sarà venduta e del resto le speculazioni non hanno nemmeno troppo bisogno di muoversi in scenari verosimili“.

Anche oggi si nota un andamento rialzista di alcuni titoli risparmio. Intesa risparmio, per esempio, sta crescendo del 2,54%, ma vanno forte anche le risparmio di Pirelli (+1,3%), Mondadori (+1,99% contro –3,08% del titolo ordinario). “Il mercato sa che i titoli di risparmio sono destinati a scomparire – spiega l’operatore – e inoltre ha già visto operazioni di conversione o di buyback come è stato per Cir, Toro, Buzzi. Le aziende non hanno più convenienza a pagare alti rendimenti agli azionisti di risparmio quando oggi possono chiedere prestiti a tassi inferiori”.

Oggi il mercato scommette sulla conversione dei titoli risparmio in ordinari di Banca Intesa. “Non la trovo un’ipotesi verosimile – è la risposta – in quanto gli azionisti si pagano in contanti, e allora o si hanno i soldi o si emettono nuove azioni diluendo però la propria quota. E non credo che ciò possa avvenire”.

Più in generale l’operatore della Sim è convinto che per Piazza Affari in questa fase il vero problema sia la volatilità importata dagli USA, “dove un indice si può permettere di crescere o salire del 5% da un giorno all’altro; in una situazione del genere restiamo tutti alla finestra, anche se tecnicamente esistono le basi per un trend rialzista”.