PIAZZA AFFARI: DENARO SU BANCARI, NUMTEL IN ROSSO

18 Gennaio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari chiude piatta, animata da spunti interni e sostanzialmente indifferente rispetto ai segnali contrastanti provenienti dagli USA.

L’apertura di Wall Street è stata debole, affossata dalle novità poco incoraggianti da parte di IBM (IBM – Nyse) e Microsoft (MSFT – Nasdaq), che potrebbero scontare ulteriori cali visto che, secondo uno studio di Gartner Dataquest il mercato dei PC è lungi dalla ripresa.

L’indice di fiducia Michigan non ha aiutato gli indici USA, nonostante un risultato migliore delle attese. Un altro segnale, ignorato dagli investitori americani, è stato il deficit commerciale, che nel mese di novembre si è attestato a quota $27,89 miliardi. Il dato è migliore delle attese di mercato; gli analisti interpellati da un sondaggio Dow Jones/Cnbc prevedevano infatti un deficit di $28,5 miliardi.

Il Mibtel ha chiuso a 22.587 punti (+0,24,%), il Mib30 è salito a 31.755 punti (+0,33%), il Midex ha terminato la seduta in rialzo dello 0,23% a 25.853 punti, mentre il Numtel è scivolato a 2.354 punti (-0,51%).

A monopolizzare l’attenzione degli investitori – dice un operatore, che preferisce rimanere anonimo per scelta aziendale – alcune situazioni endogene.

Sul fronte dei titoli bancari l’attenzione si è concentrata sulla ormai prossima fusione tra BNL e Banca MPS. Ha chiuso ancora in terreno invece Bipop Carire, che ha sfondato un supporto dietro l’altro a causa delle disavventure giudiziarie. A Piazza Affari è in atto da tempo un gioco speculativo che scommette sulla fusione con Banca di Roma.

Un altro fronte caldo è stato quello dei telefonici, che si è infiammato dopo le dichiarazioni di Marco Tronchetti Provera sulla possibile la cessione della quota nella partecipata immobiliare Telemaco da Telecom Italia a Goldman Sachs. Telecom Italia e TIM hanno chiuso invariate.
Le reazioni alla notizia tuttavia si stanno facendo sentire piuttosto su Beni Stabili, principale azionista Telemaco, che ha infiammato il Midex con il suo forte rialzo. Tronchetti Provera ha anche parlato del prossimo collocamento di Pirelli Real Estate. Ha brillato anche Pirelli & C., che secondo molti analisti potrebbe fondersi con Pirelli nel tentativo di accorciare la catena di controllo OlivettiOlimpiaTelecom Italia.

Ha perso ancora terreno STMicroelectronics, scesa in giornata fino a ridosso del supporto a €34, insieme a Fiat a causa del maxi aumento di capitale da €1 milione.

Il mercato dei titoli a media capitalizzazione è stato sostenuto da Autogrill che ha confermato una serie di accordi negli USA. Giornata altalenante per Alitalia nel giorno del maxi-sciopero del personale, contro i licenziamenti previsti dal nuovo piano industriale della compagnia di bandiera italiana. Secondo le ultime stime il calo dei passeggeri dopo l’attentato dell’11 settembre è stato del 15%.

Sul listino dei titoli a media capitalizzazione ha ceduto terreno anche Class; Mediaset, L’Espresso e Seat Pagine Gialle hanno stentato. Si fanno sempre più insistenti invece le voci di cessione di HDP, che oggi ha chiuso in leggero rialzo.

Sul fronte assicurativo si è registrato uno switch di molti gestori da Generali a Ras che ha chiuso in rialzo, mentre è continuata anche oggi la telenovela sulla possibile fusione tra SAI e Fondiaria, con Toro Assicurazioni (100% Fiat) terzo incomodo.

In rialzo gli energetici, con ENI che si apprezza di oltre un punto percentuale. Positiva anche la controllata Saipem, un po’ più attardata Italgas.
Bene anche Aem, con gli investitori che sembrano prestare sempre più attenzione al rischio siccità. Chiusura in rosso per Enel.

Sul Nuovo Mercato, che ha viaggiato in rosso per gran parte della giornata, si è segnalata Tiscali, il più scambiato del listino, e Gandalf, che non ha sfruttato le buone notizie provenienti dalle banche creditrici.