PIAZZA AFFARI: CROLLO AL NUOVO MERCATO

5 Aprile 2000, di Redazione Wall Street Italia

Alle 10,30 ora italiana Piazza Affari non ha ancora trovato la forza per reagire al clima di generale depressione seguito alla seduta da panico di ieri al Nasdaq di New York.

Il Mibtel cede l’1,09%; il Mib30 l’1,23%. Lasciano qualcosa sul terreno un po’ tutti i comparti: non solo i tecnologici e i telefonici (Tim -0,87%), ma anche bancari e assicurativi. Come esempio, valga San Paolo Imi che lascia il 3,47%.

Se nel resto di Europa arretrano anche i petroliferi (dopo l’aumento della produzione decisa dall’Opec, il greggio è tornato a scendere), in Italia l’Eni va invece controtendenza e dopo un brutto avvio si apprezza dello 0,47%. In crescita Telecom con +0,31%.

Sul Nuovo Mercato cali ancora rilevanti per Opengate, San Faustino, Prima Industrie e Tecnodiffusione, tutte in ribasso del 6-7% circa. Tiscali rallenta la discesa, arretrando comunque del 2,03% a 576 euro (un euro vale 1936,27 lire).

I realizzi colpiscono anche e.Biscom (-5,23% a 233,90). In lieve controtendenza Cdb Web (+1,43%) e Gandalf (+0,99%).

Da segnalare che I.Net ha migliorato in apertura il massimo segnato ieri, primo giorno di negoziazione, salendo fino a 514 euro, per rallentare ora a 464 euro (-0,76%).

Agli investitori deve essere piaciuta un’intervista al presidente Roberto Galimberti il quale ha affermato che la società non intende chiedere altri soldi al mercato per i prossimi due anni.

Tra gli industriali, Finmeccanica che perde il 4,51%, complice l’incertezza sulla scelta del partner per Alenia aeronautica e sui tempi della privatizzazione.