PIAZZA AFFARI CHIUDE IN ROSSO DIETRO A WALL STREET

30 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari si è difesa, anche se in chiusura non ha resistito ai ribassi dell’America e ha ampliato le sue perdite. Ma pur archiviando la seduta con tutti gli indici in ribasso, non è crollata sulla scia della pesante caduta del Nasdaq. Sono pochissimi i titoli positivi, il calo ha interessato tutti i comparti, facendo presto dimenticare il rimbalzo di ieri dei tmt.

Il Mibtel ha chiuso con un ribasso del 2,30% a 32.055 punti. Il Mib30 è finito a –2,66% a 46.482. Negativo anche il Midex (-1,36% a 35.647) , mentre per il Nuovo Mercato le perdite sono state più pesanti, -1,86% a 5.526. Il Fib30 ha lasciato sul terreno il 2,37% a quota 46.700 punti.

“E’ un mercato che comunque vende cara la pelle, non vuole scendere – dice a Wallstreetitalia Federico Schmid, responsabile Sim negoziazioni di Bnp Paribas – anzi, direi che ha tanta voglia di salire; sembra quasi che sia sostenuto da mani forti che oggi fanno crescere un titolo, domani un altro, in modo da creare una rete di protezione al listino”.

In effetti Piazza Affari perde complessivamente meno delle altre Borse europee e, “a meno che non intervenga uno choc esterno, che oltre ad affossare la New Economy cominci a intaccare anche la Old”, continuerà a muoversi più ordinatamente degli altri listini.

Perché la Borsa italiana possa riprendersi, invece, “ci vorrebbe un bel rimbalzo del Nasdaq”, conviene Schmid, il quale racconta che anche tra gli stessi operatori c’è chi “comincia ad avere i nervi un po’ scossi, specie se è molto posizionato sui tecnologici”.

Per l’operatore di Bnp Paribas la spiegazione dell’estrema debolezza attuale del Nasdaq sta nel fatto che il mercato ha anticipato di due mesi il rallentamento dell’economia USA; ora deve capire quanto e come rallenterà.

“Nel frattempo, quando tutti si disperano sarebbe il momento di comprare – dice Schmid – magari facendo attenzione e realizzare un mix di titoli difensivi, ma creandosi anche qualche posizione sulla telefonia, come Tim (-3,31% a 9,08 euro) e Olivetti (-4,11% a 3,36 euro con 70 milioni di pezzi scambiati)”. Tra i telefonici, Telecom Italia ha chiuso con un ribasso del 3,56% a 13,32 euro.

Oggi Piazza Affari ha visto il rimbalzo di Fideuram (+1,24% a 15,46 euro). “E’ uno dei titoli che però considero pericolosi – dice Schmid – guadagna tanto ma può scendere tanto; quello di oggi è solo un rimbalzo, che sta interessando in vario modo un po’ tutto il risparmio gestito”. Mediolanum ha chiuso a –1,31% a 13,88 euro, ma nel corso della seduta era arrivata a perdere anche il 4%.

Bipop (+0,13% a 8,79 euro) è un altro titolo nei confronti del quale, secondo l’operatore di Bnp Paribas, bisogna fare attenzione: “ha ancora forti potenzialità di discesa, e in più c’è il fatto che, a seconda di quanto faccia comodo, viene considerato un bancario o, in alternativa, un tecnologico”.

Uno dei peggiori titoli della giornata si trova nel Midex: Class è stato a un passo dalla sospensione, poi ha chiuso con un calo dell’8,99% a 13,18 euro.

Hanno invece tenuto Enel (-0,14% a 4,34 euro) e Montedison (-0,13% a 2,35 euro).

Pesanti San Paolo Imi (-3,88% a 17,69 euro) e StMicroelectronics (-4,56% a 48,6 euro) sulla scia della caduta dei semiconduttori. Eni ha chiuso in calo dell’1,37% a 7,14 euro.

Sul Nuovo Mercato bell’allungo di Chl (+1,26% a 42,5 euro), mentre il peggior titolo è stato Cairo Communications (-7,2% a 55,95 euro). Tiscali ha chiuso in ribasso del 3,91% a 30,5 euro.