PIAZZA AFFARI CHIUDE IN ROSSO, BENE OLIVETTI

26 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Piazza Affari ha chiuso in rosso una seduta che ha visto gli investitori concentrati su pochi titoli. Il mercato è infatti rimasto bloccato in attesa delle decisioni che prenderà la Federal Reserve sulla politica monetaria USA e che sarà comunicata domani. Si scommette che i tassi scenderanno di almeno lo 0,25% anche se tra gli analisti c’è chi crede in un taglio ancora maggiore.

La seduta di oggi è stata condizionata anche dal profit warning lanciato ieri dall’americana Applied Micro Circuits (Vedi Utili: Applied Micro Circuits riduce previsioni) e da quello di questa mattina di Cap Gemini, gruppo attivo nei servizi informatici, che hanno depresso il comparto tecnologico in Italia e in Europa.

Il Mibtel ha chiuso in calo dell’1,16% a 25.637 punti, il Mib30 l’1,23% a 36.359 punti, il Midex l’1,38%, il Numtel il 3,81%. L’indice della New Economy è sceso al di sotto anche dei 2.800 punti fermandosi a 2.755 punti.

Sul Mib30 la giornata l’hanno fatta pochi titoli capitalizzando l’attenzione del mercato.

Montedison (+3,45% a €2,935) è tra questi grazie a forti scambi e una chiusura in deciso rialzo. A dispetto delle smentite e dei no comment da parte di numerosi gruppi che via via vengono indicati dai rumor come i prossimi soci, il mercato continua a scommettere sul titolo.

Il “cavaliere bianco” che dovrebbe salvare la Montedison dall’attacco dei francesi di EDF potrebbe essere Benetton (-2,21% a €15,94). La holding di riferimento Edizioni Holding si è celata dietro il più classico dei no comment che è stato interpretato come l’ammissione di una trattativa segreta. Gli operatori sentiti da Wall Street Italia si sono dimostrati perplessi soprattutto perché i Benetton si allontanerebbero dal loro core business e il titolo potrebbe avere forti ripercussione al momento dell’annuncio.

Ha smentito contatti in corso anche Leonardo Del Vecchio, numero uno di Luxottica (-2,23% a €17,5), anche se ha ammesso un certo interesse all’ingresso nel mondo dell’energia. (Vedi Piazza Affari: Montedison controcorrente)

In calo anche Edison (-2,29% a €9,790). Oggi da ENI (+0,11% a €15) è arrivato il no comment del presidente Gian Maria Gros-Pietro su un presunto interesse del cane a sei zampe ad entrare in Edison.

Autostrade (+1,7% a €7,75) è cresciuto anche oggi sulla scia del piano di sviluppo presentato ieri alla comunità finanziaria.

Sul fronte degli editoriali, ha perso terreno Mediaset (-2,37% a €9,860) sulla scia della visita che ieri la Guardia di Finanza ha fatto negli uffici di Cologno Monzese. Sono state effettuate perquisizioni nell’ambito di un’indagine su una operazione per l’acquisizione dei diritti televisivi di trasmissioni effettuata nel 1994, subito dopo il varo della legge Tremonti.

Tutto il comparto si è fermato in calo, come dimostra anche il ribasso de Mondadori (-3,66% a €8,59).

Volata finale positiva invece per Seat Pagine Gialle (+0,64% a €1,254) che nel pomeriggio ha comunicato quanto già piu’ o meno definito il 21 di maggio e cioè di non voler rivedere la soglia di accettazione del 50,1% per la scalata ad Eniro. Dopo il rifiuto di aderire della svedese Telia, maggiore azionista di Eniro, di fatto questa decisione pone fine alle velleità di conquista di Pellicioli e soci. Il mercato ha valutato positivamente la notizia permettendo al titolo di chiudere in rialzo. (Vedi Tlc: Eniro, Seat gioca il tutto per tutto)

Ha perso quota il comparto del risparmio gestito: Bipop Carire (-4,02% a €4,420), Mediolanum (-3,04% a €12,070) e Fideuram (-1,69% a €11,430) hanno colorato di rosso la parte bassa del Mib30.

Sempre sul fronte bancario, ancora in rosso Banca di Roma (-1,89% a €3,690) sofferente per l’abbandono dell’amministratore delegato Carlo Salvatori. Ubs Warburg ha comuqnue innalzato il giudizio da ‘Sell’, cioè vendere, a ‘Hold’, cioè tenere mantenendo il target price di €3,5 euro.

Olivetti (+0,26% a €1,920) sotto i riflettori con oltre 101 milioni di azioni scambiate. Nel corso della mattinata ha subito brusche impennate e successive picchiate. Gioca la speculazione sorta attorno alle operazioni sul capitale da parte di Bell finanziaria di riferimento del gruppo.

Ci sono timori sull’esposizione debitoria nel caso Olivetti scendesse eccessivamente in borsa. Ma Bell, come ha già fatto sapere nei giorni scorsi, ha riferito che il peso non è preoccupante e che solo per 500 miliardi di lire ci sono obblighi di “un limitato riallineamento del debito”. Secondo un analista interpellato da Wall Street Italia, “su Olivetti non c‘è forte pressione in questo momento da parte delle banche per la restituzione del debito, che è bloccato fino al 2004. In quella data scadranno le obbligazioni a tasso variabile“.
(Vedi Piazza Affari: solo ricoperture per Olivetti).

In calo Telecom Italia (-2,2% a €9,810) e TIM (-2,02% a €5,710) (Vedi Tlc: Telecom Italia conferma stime di crescita).

STMicroelectronics (-2,07% a €36,4) ha subito come i tecnologici europei il profit warning di Cap Genmini e ha chiuso sui minimi della seduta. (Vedi Piazza Affari: STM in calo a Milano e a Parigi)

Tra gli altri titoli, in calo Buzzi Unicem (-10,42% a €8,99) dopo l’acquisto del 30% del gruppo tedesco Dycherhoff per €500 milioni. Il prezzo è stato considerato troppo alto dagli analisti.

Sul Nuovo Mercato le perdite sono pesanti e nessun titolo in rialzo tranne Cairo a +0,37% a €27. Tra i peggiori Algol (-10% a €8,1) e Cdc (-9,19% a €13). Ancora in ribasso Tiscali sceso decisamente sotto i €10 a €9,810 in calo del 5,45%.

Sul Midex in forte calo Acea (-5,53% a €9,060), dopo aver comunicato le stime di crescita per il 2001 e per il 2002, decisamente inferiori al consensus degli analisti. (Vedi anche Piazza Affari: Acea cede il 4,1% dopo profit warning)