PIAZZA AFFARI: BANCARI NELLA BUFERA, FORTI CALI

20 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Panico nelle sale operative dove si registrano massicci ordini di vendita in particolare sul comparto bancario. Se su alcuni titoli ci possono anche essere motivi di indebolimento, il calo generalizzato del mercato fa propendere gli operatori per vendite irrazionali sull’onda delle incertezze.

“I bancari italiani sono sotto il fuoco incrociato – commenta un analista di una primaria Sim milanese che ha chiesto l’anonimato per politica aziendale – per la paura di una recessione che si sta concretizzando sempre più. Il calo dei consumi e la mancanza di visibilità colpisce in particolare quei settori esposti al mondo del credito”.

I titoli quotati a Piazza Affari, oltretutto, “hanno retto meglio agli ultimi ribassi – ha commentato Antonio Ranieri, analista Uniprof – e adesso si adeguano al trend europeo. E’ difficile dire quanto possa durare la fase negativa, ma quelli che mi danno maggiore garanzia di tenuta sono Unicredito e BNL”.

In una banca tedesca si parla di morbo dei bancari: “La malattia che affligge gli istituti di credito – commenta una operatrice che chiede l’anonimato per politica aziendale – si chiama riduzione delle stime. Le grandi banche d’affari stanno infatti rivedendo al ribasso le prospettive di crescita degli istituti italiani dopo aver già abbondantemente tagliato quelle degli altri istituti europei. Credo che il ribasso per il 2001 sarà intorno al 20% rispetto all’anno precedente”.

Nella seduta odierna oltre i titoli bancari classici si registra anche la contrazione degli istituti popolari: “E’ una cosa strana e che amplifica il panico che ormai ha assalito gli investitori. Le popolari sono decisamente meno esposte ai rischi di una recessione per le loro caratteristiche di business, ma il mercato non fa più selezione e vende tutto insieme”.

Per quanto riguarda singoli titoli, secondo un rumor nelle sale operative, IntesaBCI (-8,73% a €2,30) potrebbe varare un aumento di capitale. Inoltre preoccupa la scadenza a novembre 2002 di un warrant put che potrebbe richiedere migliaia di miliardi sui conti dell’istituto milanese. “Non credo che questo possa pesare più di tanto – aggiunge Antonio Ranieri – perché già nell’ultima semestrale sono stati messi a bilancio accantonamenti per far fronte a questa situazione”.

Notizie anche per Monte dei Paschi di Siena (-2,5% a €2,585) che sarebbe in trattativa per acquisire una quota di maggioranza nella tunisina Banque du Sud, attualmente controllata dallo Stato magrebino, secondo quanto riferito a Reuters da fonti bancarie. L’istituto senese sarebbe interessato anche ad acquisire il controllo di una seconda banca tunisina, la Union Internationale de Banques.

Tra i ribassi più consistenti anche San Paolo Imi (-8,41% a €9,270), Banca di Roma (-8,15% a €2,04) e BNL (-6,22% a €1,99).