PIAZZA AFFARI APRE LA SETTIMANA CON UN TONFO

10 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Apertura di settimana in forte calo per Piazza Affari che nel corso delle ore ha visto la situazione peggiorare sempre più al pari degli altri mercati europei. Anche la Borsa americana non ha aiutato i corsi azionari con una partenza in rosso segnata dalle vendite sui semiconduttori

Sugli indici mondiali pesano i venti di guerra. D’altronde mancano pochi giorni alla data in cui si presume l’attacco verra’ sferrato, ossia al 17 marzo. Ma la situazione dalla parte dei falchi si fa sempre più difficile con la Russia che al pari della Francia si è detta pronta all’uso del diritto di veto per bloccare le velleità statunitensi nei confronti dell’Iraq.

Il calo dei listini rende ancora più amaro il ricordo di tre anni fa quando il Nasdaq faceva registrare il massimo storico, a 5.048,6 punti. Da allora l’indice hi-tech e’ sceso di oltre il 74%.

Intanto, sulla scia delle tensioni internazionali cresce ancora il prezzo del petrolio arrivato a testare il valore piu’ alto degli ultimi trenta mesi .

In Italia il Mib30 oggi si presenta rinnovato con il nuovo paniere che vede, al posto di Fineco, il titolo Popolare di Bergamo. Il titolo della ex Bipop è stato bastonato dagli investitori e soprattutto dai fondi che hanno rivisto i pesi sul listino delle Blue Chip.

La notizia del giorno tuttavia è stata la sospensione, per due giorni, dei titoli che fanno parte della filiera di Marco Tronchetti Provera, esclusa Tim, in attesa delle decisioni che verranno prese nei consigli di amministrazione di domani sul possibile accorciamento della catena di controllo.

Stamani Stmicroelectronics ha corso quasi in solitaria per poi piegarsi sotto il peso della debolezza che ha colpito il comparto dei chip negli Usa.

Hanno invece tenuto anche alcuni difensivi, come Snam Rete Gas nonostante il downgrade operato da Morgan Stanley che ha portato il suo giuduzio a “equalweight” dal precedente “oerweight”.

Negativa invece la controllante Eni in attesa delle decisioni dell’Opec.

Pesante Fiat che si è portata sotto quota €6. Oggi il presidente Umberto Agnelli ha definito positivi i colloqui con il partner americano General Motors. Il comparto auto è stato comunque negativo in tutta Europa.

Intanto oggi è arrivata l’intesa tra Capitalia, Fiat e la controllata Toro per disciplinarei reciproci rapporti in relazione alla prevista dismissione della compagnia assicurativa da parte della controllante Fiat.

In calo tutti i titoli del comparto bancario. La peggiore è stata Intesa dopo la presentazione dei dati del 2002.

In calo anche Unicredito, così come Generali che ha subito anche un pesante giudizio da parte degli analisti di RasBank.

Sul Numtel tra i pochi titoli in positivo troviamo Art’è ha chiuso in rialzo. Molto pesante invece e.Biscom: la società ha comunicato di aver ridotto la propria quota detenuta in Pirelli & C a poco più del 2% da 4,8% precedente. Oggi è stata anche raggiunta l’intesa con Aem sulle controllate Fastweb e Metroweb.

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