PETROLIO: NUOVO RECORD STORICO OLTRE QUOTA $60

di Redazione Wall Street Italia
23 Giugno 2005 19:45

Dopo il rally degli ultimi giorni, il prezzo del greggio ha superato l’importante soglia psicologica dei $60 al barile. Ultimamente, la domanda piu’ ricorrente sul floor del Nymex non era “se” il petrolio sarebbe riuscito a superare i $60, ma “quando”.

Negativa la reazione di Wall Street, dove pochi secondi dopo il superamento di quota 60 gli ordini di vendita hanno cominciato a fioccare copiosi. Il Dow Jones ha cominciato a cedere terreno, con una perdita dello 0.96% a 10.486, il Nasdaq perde lo 0.57% a 1.280. Successivamente i sell si sono intensificati: Dow Jones -1,50%, Nasdaq -0,90%.

PETROLIO: CORSA NON SI FERMA, NUOVO RECORD A 60 DOLLARI

23 Giugno 2005 21:13 ROMA (ANSA) – Petrolio sempre più caro, nuova impennata record alla fatidica soglia dei 60 dollari al barile.Una vetta sui cui da già da mesi si erano concentrate le speculazioni di economisti e analisti che nel monitorare la rapida escalation delle quotazioni avevano fissato a quota 60 il livello limite in termini di criticità per il mercato. Le quotazioni del greggio hanno poi ripiegato alla chiusura degli scambi al mercato di New York attestandosi su 59,40 dollari al barile con un rialzo del 2,3%.

Il rischio di forti squilibri tra domanda e offerta tiene in fibrillazione gli operatori che fanno i conti con le continue correzioni al rialzo delle previsioni sui consumi energetici globali. La forte crescita della domanda di greggio trainata dall’espansione economica di Cina e India rappresenta una pericolosa incognita:secondo il Dipartimento statunitense per l’ Energia, infatti, la richiesta di petrolio quest’ anno aumenterà del 2,5%, mentre al tempo stesso esiste più di un timore che il ritmo di produzione, e soprattutto di raffinazione di prodotti distillati, si riveli insufficiente.

Il picco record a 60 dollari è inoltre la riprova che l’Opec ha armi spuntate: l’ultimo aumento delle quote di produzione (a 28 milioni di barili al giorno) deciso al vertice di Vienna dello scorso 15 giugno ha rappresentato per il mercato una mossa simbolica che non ha prodotto un raffreddamento dei prezzi. E oggi, dopo due giorni di leggera flessione, il greggio ha avviato il rally: un’accelerazione che ha spinto i prezzi fino a un massimo 59,80 dollari mandando in archivio il fresco primato di 59,70 dollari segnato solo due giorni fa.

L’impennata odierna dei futures sull’oro nero, dopo due giorni di leggero ripiegamento che non aveva però illuso nessuno, è stata trainata dalle preoccupazioni relative alle capacità delle raffinerie Usa di far fronte alla richiesta di benzina – mantenutasi sostenuta nonostante il rialzo dei prezzi – in un momento in cui, oltretutto, la domanda giunge al culmine con l’entrata nel vivo della stagione vacanziera. Le raffinerie Usa, inoltre, stanno indirizzando prevalentemente la loro attenzione alla trasformazione di distillati (diesel e gasolio da riscaldamento) piuttosto che alla produzione di benzina, secondo i dati resi noti ieri dal Dipartimento dell’Energia Usa che ha evidenziato come la produzione di benzina sia scesa di 255.000 barili rispetto la settimana precedente.

La produzione di combustibile da riscaldamento, al contempo, é salita nelle ultime settimane del 18% rispetto al pari periodo dello scorso anno. Gli esperti prevedono che le pressioni rialziste prevarranno sul mercato del petrolio nei prossimi giorni fino al weekend del 4 luglio che vedrà in partenza milioni di americani e anche nei giorni successivi che scandiranno le prime partenze in massa. Se in quel periodo si segnaleranno – aggiungono gli addetti ai lavori – dati in difetto sulle scorte o problemi di produzione, allora c’e il rischio di un ulteriore allungo per le quotazioni.

BORSA: NY PESANTE CON PETROLIO SU QUOTAZIONI RECORD

23 Giugno 2005 23:25 NEW YORK (ANSA) – Le Borse statunitensi chiudono interritorio negativo una seduta caratterizzata dal petrolioschizzato oltre i 60 dollari al barile: l’indice Dow Jones cedel’1,57% a 10.421,44 punti, il Nasdaq scivola a quota 2.070,66 (1,02%) e lo Standard & Poor’s 500 a 1.200,73 punti (-1,08%). Le quotazioni del greggio rinnovano i timori per le ricadutesull’economia mondiale alimentata anche dalle attese dirisultati aziendali rivisti al ribasso. Oggi, ad esempio, ètoccato alla FedEx, il corriere internazionale, lanciare unprofit warning a cauda dell’aumento dei costi delle spedizioni aeree, a causa del caro-carburante.

Gli utili dell’anno fiscale 2006 sono stati rivisti nel range di 5,20-5,45 dollari per azione a fronte di stime degli analisti su una media di 5,48dollari. FedEx cede l’8,34%, a 80,77 dollari. Sul Dow Jones si segnalano i cali del colosso farmaceuticoMerck che perde il 2,28%, a 31,25 dollari, per le indiscrezionidi stampa sull’impegno dei ricercatori del gruppo di modificarein parte la formula del medicinale antidolorifico Vioxx, giàbandito dal commercio per le sue controindicazioni all’apparatocardiocircolatorio, riportandolo sui banconi di vendita. In calo anche General Electric (-2,37% a 34,66 dollari)malgrado abbia annunciato un piano di ristrutturazione checomporta tra l’altro la riduzione da undici a sei dei suoibusiness. Il gruppo ha anche nominato tre nuovi vice-presidenti.

Pesante scivolone per Corinthian College (-17,29% a 13,39dollari): il gruppo di insegnamento per adulti sconta il tagliodelle stime per il quarto trimestre effettuato oggi. In caloanche le altre big del comparto: Career Education (-1,64% a 36,59 dollari) e Apollo Group (-1,34% a 77,14 dollari). Ancora tonica Ameritrade (+2,13% a 18,25 dollari) checontinua a beneficiare dell’accordo per l’acquisizione delladivisione statunitense di Toronto Dominion Bank attiva nelbrokeraggio.

Prosegue al ribasso il cammino di Ford (-2,62% a 10,40dollari) e General Motors (-2,84% a 33,83 dollari) che pagano leincertezze legate al profit warning sul 2005, quanto alla prima,e alle prospettive di un braccio di ferro con i sindacati per iltaglio dei costi, quanto alla seconda. Unocal sale dello 0,25%, a 65,02 dollari, mentre gli Adrdella Cnooc, trattati a Wall Street, salgono del 3,45% a 55,15dollari nel giorno dell’annuncio da parte della compagnia cinesedell’offerta da 18,5 miliardi per la società californiana,oltre i 16,5 miliardi offerti dalla ChevronTexaco (-1,61% a 57,33 dollari).