PETROLIO: NUOVO RECORD E GRAN PREOCCUPAZIONE

21 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

La paura che il petrolio non basti per tutti negli anni a venire spinge sempre più alle stelle i prezzi dell’oro nero: poco dopo mezzogiorno è stato toccato il nuovo record a New York con oltre 130 dollari al barile, dopo che ieri era stata raggiunta la soglia di 129,60 dollari. A Londra il Brent, greggio del Mare del Nord, ha toccato i 129 dollari, contro il record di 128,07 dollari di martedì. Come se non bastasse i futures per le consegne nel dicembre 2016 (non è un refuso, proprio tra otto anni) sono volati già questa mattina a 140 dollari (+14% da lunedì) mentre la più grande banca d’investimenti del mondo, la statunitense Goldman Sachs, prevede una media prezzi di 141 dollari al barile già nella seconda metà del 2008.

La ragione di questa escalation all’apparenza inarrestabile è che semplicemente nel vicino futuro non ci sarà petrolio per tutti, con la produzione inchiodata – per ragioni di incapacità degli impianti e progressiva rarefazione delle risorse, a 85 milioni di barili al giorno e la domanda, a causa della sete di energia delle economie emergenti, schizzata a oltre 87 milioni.

Tutto sembra dare ragione al petroliere texano T. Boone Picken, che ha preconizzato il barile a 150 dollari già entro quest’anno. Anche Crédit Suisse ha alzato le sue stime sul prezzo del barile da 91 a 120 dollari nel 2008 e da 90 a 110 dollari nel 2009. Mentre Société Générale ha rivisto al rialzo le sue previsioni medie per l’anno corrente di 14 dollari, a 115 dollari, e per l’anno successivo di 10 dollari a 110 dollari.

Eppure il segretario generale dell’Opec ritiene che nonostante il prezzo del barile abbia raggiunto i 129 dollari, il mercato sia adeguatamente fornito. In un incontro a Caracas con il presidente venezualano Hugo Chavez, Abdallah Salem el-Badri, ha dichiarato che «non c’è scarsità di petrolio sul mercato» perché le forniture internazionali di petrolio sono molto elevate. Alle 16,30 il dipartimento dell’Energia comunicherà i dati sulle scorte degli Stati Uniti per la settimana conclusa lo scorso 16 maggio.

Gli analisti attendono un aumento di 500 mila barili, dopo il rialzo di 200 mila barili della settimana scorsa. Le scorte di benzina sono previste in aumento di 400 mila barili, contro il calo di 1,7 milioni di barili del dato precedente. Per quanto riguarda i distillati, gli analisti attendono un aumento delle scorte di 1,2 milioni di barili, dopo il rialzo di 1,4 milioni della settimana precedente.

Festa grande, insomma, per la speculazione e tempi assai duri per i consumatori, sempre più stretti nella tenaglia tra caro-trasporti, inflazione (sulla spinta dell’aumento di meterie prime e alimentari) e aumenti salariali sin troppo moderati. Mentre addirittura si torna a parlare di un ritocco al rialzo dei tassi d’interesse in Europa, nonostante la frenata dell’economia, a conferma che i banchieri centrali di Francoforte sono ossessionati dai rischi di aumento generalizzato dei prezzi più che dai ritmi di crescita a scartamento ridotto.