Petrolio, Iran a Trump: “basta tweet”. E minaccia chiusura Stretto di Hormutz

5 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Mentre le quotazioni del petrolio continuano a salire senza sosta, un alto funzionario iraniano ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di astenersi da pubblicare tweet sul greggio, poiché i suoi messaggi stanno ottenendo il risultato opposto a quello desiderato, ovvero stanno spingendo i prezzi ancora più in alto.

“Si fermi per favore, altrimenti (i prezzi) saliranno ancora più in alto” ha detto il governatore dell’OPEC iraniano Hossein Kazempour Ardebili, attribuendo al presidente Usa un rialzo dei corsi attuali di almeno di 10 dollari.

Negli ultimi giorni, Trump ha spesso espresso, via Twitter, tutto il suo disappunto sui mercati petroliferi globali, lamentando che i prezzi sono attualmente troppo alti, e insistendo sul fatto che i maggiori produttori all’interno dell’OPEC devono aumentare la produzione al fine di abbassare quei prezzi.

L’ultimo tweet è stato pubblicato ieri quandi Trump ha invitato l’OPEC a impegnarsi in una battaglia indirizzata verso la riduzione del prezzo. Nel farlo, ha collegato indirettamente la politica estera degli Stati Uniti alla sua richiesta, dicendo che Washington difende alcuni Paesi produttori “per pochi soldi”.

Sempre oggi, l’Iran ha minacciato Washington di bloccare lo stretto di Hormuz, dove transita il 20% del greggio mondiale, impedendo il passaggio alle petroliere degli americani e dei loro alleati. Sarà questa la risposta del Paese al ritiro degli Stati Uniti dagli accordi sul nucleare, all’embargo e alle sanzioni che l’amministrazione Trump vuole imporre a Teheran.

I prezzi del petrolio sono saliti bruscamente negli ultimi mesi, con il prezzo del Brent, che ha raggounto il picco pluriennale di circa $ 78 (+60% negli ultimi 12 mesi).