Petrolio, Goldman Sachs taglia stime: “Potrebbe bucare $39”

15 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Pochi giorni fa, gli analisti di Goldman Sachs avevano depresso il mercato, stimando un calo del prezzo del petrolio fino a $39 nel corso del primo semestre. Oggi Jeff Currie, autore del report, ha rincarato la dose durante un’intervista a Bloomberg TV affermando che il prezzo del greggio rischia di scendere anche al di sotto dell’ultimo target reso noto.

Le nuove stime incorporano non solo l’idea che l’Opec non chiuderà i rubinetti per riportare in equilibrio la domanda/offerta di greggio, ma anche l’ipotesi che, in presenza di prezzi così bassi, diventa sempre più forte il rischio di una serie di fallimenti tra le società americane più indebitate del settore.

Non solo. C’è poi da considerare, la componente degli investimenti degli impianti in scisto. Va ricordato che, nel report di qualche giorno fa, Goldman Sachs aveva previsto un aumento delle scorte entro giugno 2015. “Il previsto eccesso dello stoccaggio e l’imponente capacità produttiva suggeriscono che il mercato può sopportare una situazione di surplus molto più a lungo di quanto non sia accaduto in passato” si leggeva nel report di Currie.

Gli Stati Uniti stanno pompando petrolio al ritmo più alto degli ultimi tre decenni, aiutati da un boom dell’estrazione di scisto attivata nella vasta area che va dal Texas al Nord Dakota. “Si tratta di un cambiamento radicale del mercato. Il tempo di attesa da quando si investe al momento della produzione è crollata da tre-quattro anni fino a 30 giorni”. (mt)