Petrolio, dossier top secret: l’Ue vuole cavalcare boom fracking Usa

9 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Stando ai documenti top secret pubblicati dalla stampa americana, l’Unione Europea sta facendo pressioni sugli Stati Uniti perché cancellino ogni limite all’export di petrolio e gas.

Il dossier è stato divulgato dal Washington Post pochi giorni prima del prossimo round di negoziati per il trattato di libero scambio, che riprendono lunedì.

L’Europa pare che stia chiedendo in particolare che nel trattato venga aggiunto un capitolo specifico su energia e materie prime, con un impegno scritto e vincolante da parte di Washington a rendere automatica la concessione di licenze per esportare idrocarburi in Europa.

È quanto accade in Canada. In questo modo, suggerisce il Consiglio europeo, “gli Usa non avrebbero bisogni di emendare l’attuale normativa su petrolio e gas”.

La rivelazione non dovrebbe sorprendere troppo. L’Ue vuole i diritti di poter importare petrolio dagli Usa da quando il paese oltreoceano ha incominciato a produrne in ampie quantità a metà Anni 2000.

Questa volta gli Ue hanno una motivazione in più: l’instabilità nell’Est d’Europa dopo lo scoppio della crisi in Ucraina rischia di ridurre i rifornimenti di greggio e gas naturale proveniente dalla Russia.

L’Europa ha un problema di “dipendenza energetica” e ora vuole sfruttare il boom del fracking negli Stati Uniti. Potrebbe essere una situazione di “win-win” – come si dice in inglese – ovvero portare un vantaggio per tutti.

Trivellando le rocce, la fratturazione idraulica, che sta riscontrando un vero e proprio boom delle attività negli Stati Uniti, permette di migliorare la produzione di petrolio e gas da argille. Il fracking è contestato dagli ambientalisti per gli effetti deleteri che rischia di avere sull’ambiente.