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Petrolio ai massimi da febbraio dopo il taglio alla produzione saudita

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L’Arabia Saudita ha deciso di ridurre la propria produzione di petrolio più del previsto al termine di un incontro con i Paesi alleati dellOpec+: il taglio sarà di un milione di barili al giorno nei mesi di febbraio e marzo.

Il taglio, adottato dal massimo Paese esportatore di greggio al mondo, ha riportato i prezzi del petrolio ai massimi dal febbraio 2020 questo martedì, con un valore massimo per il barile Wti di 50,57 dollari al barile e di 54,61 dollari per il Brent.

La decisione dell’Arabia Saudita è stata annunciata dal ministro dell’Energia, Abdulaziz bin Salman, attribuendo la decisione direttamente al principe ereditario Mohammed bin Salman, che di fatto già esercita il potere sul Paese.

Il taglio volontario deciso dai sauditi va a distanziarsi dalla posizione del principale interlocutore in seno all’Opec+, la Russia, che ha deciso un piccolo aumento della produzione (andrà ad attestarsi a 9,2 milioni di barili al giorno). L’esito immediato della decisione di Mohammed bin Salman, presentata come un atto di “buona volontà”, favorirà gli affari degli alleati, ma anche dei competitor che producono negli Stati Uniti.

Petrolio, le motivazioni dietro al taglio “di buona volontà”

Una persona vicina la decisione saudita, raggiunta dal Financial Times, ha detto che l’obiettivo di un sostegno ai prezzi petroliferi avrebbe avuto un approccio “preventivo” dato il livello di incertezza sulla traiettoria del virus. Si sarebbe trattato anche di “mantenere la solidarietà” all’interno del gruppo Opec +.

“Nonostante questo accordo di fornitura di segno rialzista, riteniamo che la decisione saudita rifletta probabilmente i segnali di indebolimento della domanda con il ritorno dei lockdown”, in seguito alla seconda ondata di Covid-19, ha detto Goldman Sachs in una nota nella quale viene confermato il target di 65 dollari al barile entro fine anno.

Nel corso del 2020 a seguito del lockdown il prezzo del petrolio ha vissuto sull’ottovolante portandosi nei primi giorni di aprile anche in terreno negativo in prossimità di una scadenza sui future.