Perché eliminare i contanti è una pessima idea

26 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) –  Da tempo si parla di abolire il denaro contante in nome della tracciabilità che finirebbe per arginare l’evasione fiscale e abbattere così la criminalità. Ma è davvero così?

Tra i paesi che hanno sperimentato l’abolizione del denaro contante troviamo l’India dove nel 2016, il primo ministro Narendra Modi annunciò che le banconote da 500 rupie (circa 8 dollari) e 1.000 rupie sarebbero diventate “pezzi di carta senza valore” a mezzanotte, non più riconosciuti come moneta a corso legale. Obiettivo dichiarato del suo piano era di catturare i criminali. L’idea del governo indiano – nella speranza di favorire l’uso di carte di credito e transazioni digitali – era che tutti, dai trafficanti di esseri umani ai truffatori fiscali, avrebbero dovuto presentarsi alle banche con ingenti somme di denaro e confessare i loro peccati o altrimenti avrebbero perso il valore delle loro disponibilità liquide.

L’esperimento indiano è stato un fallimento e anche oggi si sta ripresentando la medesima situazione con bancomat presi d’assalto come nel 2006 e una nuova crisi di liquidità da fronteggiare. Nonostante ciò vi è un nutrito gruppo di politici e accademici che continua a sognare un mondo senza contanti in cui i mercati neri si ridurrebbero e le casse erariali si rimpinguerebbero.

Tra questi Kenneth S. Rogoff, noto economista di Harvard che con il suo saggio pubblicato nel 2006 The Curse of Cash (Princeton University Press),  stima che più di un terzo di tutta la moneta statunitense in circolazione è utilizzata da criminali e truffatori fiscali nell’economia domestica e suggerisce che la percentuale è ancora più alta per le banconote di grosso taglio. Rogoff ammette che “il crimine continuerà con o senza contanti, ma per ottime ragioni, il contante è un mezzo di scambio molto favorito dall’economia sommersa, e l’economia sommersa rappresenta una quota significativa della domanda di contanti”.

A confutare la tesi di Rogoff, William J. Luther assistente universitario di economia al Kenyon College, nonché direttore dell’American Institute for Economics Research’s Sound Money Projec. Secondo Luther, è vero che il denaro contante consentendo lo scambio quasi anonimo, si sospetti sia utilizzato da criminali e truffatori fiscali e vietarlo eliminerebbe quasi certamente alcuni reati e l’evasione fiscale, ma Luther si chiede in che misura ciò migliorerà il benessere della persona. Non sono solo i criminali a utilizzare il denaro contante: eliminando il cash persone che agiscono nella legalità verrebbero equiparate ai criminali e rinunciando a effettuare transazioni cash comprometterebbero la propria privacy finanziaria.

“Il principio dello Stato di diritto impone alcune limitazioni, anche nei casi di prevenzione e individuazione di crimini indifendibili”, scrive il professore di economia del Kenyon College. “Vietare i contanti dalla circolazione, anche se può contribuire a rendere più difficile la ricettazione di oggetti rubati, allo stesso tempo impedisce a persone che non sono criminali di effettuare operazioni di denaro che sono a tutti gli effetti legittime“.

Abolire del tutto il denaro contante significa costringere le persone a rivolgersi alle banche e ad altri istituti finanziari o usare monete alternative, dando maggiore potere alle banche centrali. Inoltre secondo Luther eliminando il cash, verrebbero cancellati alcuni metodi contabili come quello di Dave Ramsey che suggerisce di usare prevalentemente contanti o bancomat per effettuare pagamenti e non le carte di credito che spesso fanno perdere il controllo sulle proprie spese. A ciò si aggiunge il fatto che gli americani poveri sono più numerosi di quelli ricchi e quindi dipendono maggiormente dal denaro contante e cancellando il contante gli effetti si avrebbero proprio sui meno abbienti.

In un documento di lavoro del 2017 intitolato “La maledizione della guerra al denaro contante”, Larry White, professore di Economia all’Università George Mason, ha osservato che “il ragionamento economico standard ci dice che migliorare la vita significa aggiungere opzioni interessanti, non rimuovere ciò che la gente attualmente considera le loro opzioni più vantaggiose”.

Abolizione cash ristoranti Usa è un boomerang

In molti ristoranti e coffee shop degli Stati Uniti – per esempio in alcuni Starbucks e Shake Shack e in tutti i punti vendita delle catene Sweetgreen, Dos Toros e Tender Greens – al bancone non accettano più banconote bensì solo carte di credito. L’idea delle aziende è che così facendo si riducono i tempi di attesa in fila. Inoltre dover contare i soldi alla fine della giornata lavorativa è uno spreco di tempo.

Tuttavia la guerra ai contanti ha scatenato le proteste di alcuni legislatori, di organizzazioni a difesa dei diritti civili, e della National Retail Federation, i quali sostengono che rifiutare i biglietti verdi semplicemente “non è americano”. Il Tesoro Usa scrive che la banconota è quella legale accettata per tutti i debiti, pubblico e privato.

“Gli americani dovrebbero avere tutti il diritto di pagare con i contanti”, dice al New York Post l’assessore dell’assemblea dello Stato di New York, Richard Gottfried. Martedì scorso Il legislatore di Manhattan ha fatto circolare tra i colleghi un memo in cui si propone di introdurre una legge che costringa le società di New York ad accettare il cash come forma di pagamento.

“Ha senso fermare ora questo fenomeno prima che diventi troppo comune e prima che sia troppo difficile da fermare”, ha detto Gottfried, consapevole del fatto che non esiste alcuna norma federale in materia attualmente in vigore.