Per azzerare il deficit, uno stipendio mensile in piu’ in tasse

25 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Insieme alla crisi occupazionale, il deficit di bilancio e’ una delle questioni piu’ calde negli Stati Uniti in vista delle elezioni presidenziali. Fino a qualche mese fa, nel 2011, per azzerare il disavanzano del governo, una famiglia americana media avrebbe dovuto devolvere quasi interamente il proprio reddito in tasse.

E’ quanto emerge da un’analisi di Usa Today, secondo i cui calcoli per ogni famiglia americana media corrispondevano 42.054 dollari di perdite nelle casse dello stato, quasi quattro volte i dati ufficiali riportati secondo le nuove regole di contabilita’ introdotte dal congresso Usa. Il reddito medio degli americani e’ di $49.445.

La differenza tra il deficit ufficiale e i calcoli standard e’ che il Congresso non include il costo previsti per le indennita’ pensionistiche promesse ai cittadini. Societa’, stati federali e governi locali devono invece tenere conto degli impegni finanziari previdenziali, come previsto dalle legge federale e dai consigli di amministrazione che decidono in materia di leggi contabili.

Da noi la situazione creditizia e’ migliore, ma comunque allarmante: secondo i dati del Tesoro, il reddito medio delle famiglie italiane e’ stato pari a 32.714 euro l’anno nel 2010, ovvero 2.500-2.600 euro al mese. Esattamente la cifra che ci vorrebbe, se moltiplicata per il numero di nuceli italiani (composti in media da 2,6 persone), per cancellare il disavanzo pubblico del 2011.

Non una sciocchezza, visto il peso della pressione fiscale per via delle ultime manovre di austerita’ imposte per impedire il default, e senza contare che e’ indebitato (privatamente) il 27,7% dei nuclei familiari, stando agli ultimi dati a disposizione della Banca d’Italia.

In Italia, al giugno 2011, il debito pubblico complessivo ammontava a 1.901,919 miliardi di euro, pari al 122% del Pil realizzato nel 2010. E’ detenuto per il 56,4% da soggetti italiani e il 43,4% da soggetti stranieri. La quota detenuta dalle famiglie, al giugno 2011, corrispondeva al 12,7% del totale.

L’anno scorso in Italia c’erano 25 milioni di famiglie, che si spartivano dunque il 12,7% di 1.901,9 miliardi di euro, ovvero 241 miliardi e 541,3 milioni in totale. Significa che ogni famiglia detiene 9 mila e 661 euro circa di debito pubblico.

I CALCOLI

L’anno prima il debito era stato pari al 3,9% del Pil, 1.300 euro pro capite. Il prodotto interno lordo e’ stato di 1.580 miliardi e 200 milioni di euro, decimo al mondo, se calcolato al valore della valuta di allora. Il deficit pubblico? Pari a 61 miliardi e 628,58 milioni. Si parla di 2.465,14 euro a famiglia, piu’ o meno il reddito medio di un mese.

Tutto il resto e’ detenuto da investitori istituzionali: banche, assicurazioni e fondi. Più precisamente: 3,6% Banca d’Italia; 26,2% banche commerciali italiane, 13,8% assicurazioni e fondi italiani, 10,6% banche estere, 32,8% fondi esteri.

Secondo le nuove norme contabili, in Usa il deficit e’ stato pari a 5 mila miliardi di dollari l’anno scorso. Il numero ufficiale era di $1.300 miliardi. A pesare e’ la passivita’ dei programmi sociali e di assistenza medica, saliti di 3.700 miliardi di dollari l’anno scorso. L’incremento massiccio, pero’, non e’ stato iscritto nei libri contabili di Washington.

Il deficit dal 2004 al 2011 sarebbe pari a sei volte il numero riportato in via ufficiale di 5.600 miliardi di dollari. Ecco che si spiega la statistica impressionante, secondo cui una famiglia media americana dovrebbe riunciare alla quasi totalita’ del suo reddito se si volesse azzerare il disavanzo 2011.