Pensioni: riscatto anni di laurea gratis per i millenials

7 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Complice la crisi economica, la precarietà che caratterizza il mondo del lavoro e l’allungamento dell’età pensionabile che blocca il ricambio generazionale, si prospetta per i giovani di oggi un futuro previdenziale non certo roseo.

Per far fronte a tale problema nel tavolo di confronto tra governo e sindacati per definire il pacchetto pensioni che dovrà approdare nella prossima Legge di Bilancio, si delinea un capitolo a parte che ha come protagonisti propri i giovani. Tra le misure al vaglio la possibilità di prevedere il riscatto degli anni di laurea completamente gratuito.

Prima di entrare nei dettagli dellultima proposta di legge avanzata dal sottosegretario dell’Economia Pierpaolo Barretta, è bene ricordare a grandi linee di cosa si sta parlando.

Riscatto anni laurea: di cosa si tratta

Come si legge sul sito dell’Inps, il riscatto degli anni di laurea è uno strumento che prevede la facoltà per tutti coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea o titolo equiparato, di valorizzare ai fini pensionistici il periodo del proprio corso di studi. Riscattando gli anni di laurea, in pratica, si trasformano quegli anni in un periodo di contributi utile ai fini della pensione ma ad un certo costo.

Riscatto anni laurea: la proposta di Baretta

Ora Baretta, come riporta Il Messaggero, ha avanzato una proposta che si basa essenzialmente sulla gratuità di tale istituto per i millenials, ossia i giovani nati tra il 1980 e il 2000. A versare i contributi figurativi all’Inps per tali giovani sarebbe lo Stato  ma solo per i millennials che hanno finito gli studi universitari nei tempi giusti. Escludendo così i fuori corso.

Ma quanto costerà il riscatto degli anni di laurea gratuito per i millennials allo Stato? Ancora la cifra non si sa. Certo  che si tratta comunque di una proposta a cui si affiancano altre come la pensione di garanzia sempre per i giovani, una sorta id pensione minima. Al vaglio anche la proposta targata Tito Boeri di un  versamento, sempre a carico dello Stato, di una contribuzione figurativa all’inizio della carriera lavorativa per chi viene assunto con un contratto a tempo determinato e ha dei periodi di discontinuità dal lavoro.