Pensioni: quota 41. Come funziona, requisiti

3 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Superata la fase di crisi acuta causata dall’emergenza da COVID-19, la politica torna ad occuparsi di pensioni. Uno dei primi argomenti che dovrebbe finire sul tavolo del Governo, in vista di una riforma che dovrebbe arrivare entro l’anno.

Prima dell’emergenza sanitaria, i diversi schieramenti politici avevano iniziato a discutere di alternative a Quota 100, in vista di una sua scadenza a  breve.

Tra le alternative sul tavolo, c’è quella di Quota 41, attualmente destinata ad una fascia precisa di lavoratori,  ma che la Lega vorrebbe estendere a tutti. Vediamo come funziona al momento Quota 41

Richiesti per accedervi:

– almeno 12 mesi di contributi versati, non per forza continuativi, prima del compimento dei 19 anni di età;

– 41 anni di contributi maturati (da qui il termine ‘quota 41’);

– appartenenza ad una delle 5 categorie tutelate (disoccupati, invalidi, caregiver, lavori usuranti, lavori gravosi).

Si può, quindi, accedere a questo tipo di pensione anticipata, indipendentemente dall’età, possedendo i tre requisiti su menzionati.

Non basta però essere un lavoratore precoce per accedere a Quota 41, visto che questa è riservata solamente a coloro che fanno parte anche di una delle seguenti categorie:

– dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%;

dipendenti disoccupati a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;

caregiver: ossia coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. I cosiddetti caregiver;

– lavoratori che svolgono da almeno sei anni all’interno degli ultimi sette attività lavorative usuranti e gravose;