Pensioni: le proposte di riforma avanzate dai sindacati al governo

17 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Riforma previdenziale sul tavolo del governo. Tra le priorità del nuovo Esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce, Mario Draghi, abbiamo la riforma delle pensioni.
Terminerà a dicembre 2021 la sperimentazione di Quota 100, l’anticipo pensionistico introdotto dall’ex governo giallo-verde (M5S e Lega) che permette di accedere alle pensioni al raggiungimento di almeno 62 anni d’età e 38 di contributi.

Pensioni: le riforme proposte dei sindacati

Mentre emerge che sono solo 267.000 le persone andate in pensione con Quota 100 nel 2019-2020. a dispetto di oltre 1 milione atteso secondo quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Itinerari Previdenziali, emerge l’urgenza di attuare novità in ambito previdenziale. In particolare sono state messe nero su bianco le proposte formulate dai sindacati per le pensioni dal 1 gennaio 2022.
In una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil, chiedono al neo ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando di riaprire subito il tavolo di confronto sulla previdenza.

“E’ necessario e urgente disegnare una riforma strutturale del sistema previdenziale che superi le attuali rigidità e che decorra dal gennaio 2022, alla scadenza di Quota 100”. Così i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e Domenico Proietti in una nota.
“La riforma complessiva del nostro impianto previdenziale – proseguono – dovrà prevedere la possibilità di accesso flessibile alla pensione, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la valorizzazione del lavoro di cura e del lavoro delle donne.
Inoltre – concludono Ghiselli, Ganga e Proietti – è il momento di prevedere un meccanismo che tuteli le future pensioni dei giovani, in particolare coloro che hanno carriere discontinue con basse retribuzioni, garantire un maggior potere d’acquisto per i pensionati e promuovere le adesioni alla previdenza complementare”.

In particolare i sindacati chiedono la possibilità di accesso flessibile alla pensione; il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori; la valorizzazione del lavoro di cura e del lavoro delle donne; prevedere un meccanismo che tuteli le future pensioni dei giovani, in particolare coloro che hanno carriere discontinue con basse retribuzioni; garantire un maggior potere d’acquisto per i pensionati; promuovere le adesioni alla previdenza complementare.