Pensioni, il governo si spaventa e fa marcia indietro

21 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “Non c’è nessuna ipotesi di lavoro nel governo e al Mef per intervenire sulle pensioni”. Lo ha assicurato il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pierpaolo Baretta, intervenendo a Radio Anch’io. Quella riportata da Baretta in alcune interviste, ovvero la possibilità di un contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 2000 euro “è solo un’ipotesi personale”, ha precisato.

La marcia indietro e’ stata necessaria dopo che nei giorni scorsi sono circolate voci su un taglio delle pensioni, dopo che lo stesso Baretta aveva fatto esplodere il caso con una sua dichiarazione sui prelivei coatti. Su Wall Street Italia e’ possibile leggere i commenti dei lettori e il dibattito in materia, leggendo:

Pensioni, rumors prelievi coatti. Bonanni: “Renzi non le tocchi”

”Molte ipotesi mi risultano sconosciute, in particolare quella di un eventuale nuovo blocco del rinnovo del contratto degli statalì’. Il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, in un’intervista al quotidiano ‘La Stampà, smentisce così le voci circolate negli ultimi giorni circa un’iniziativa del governo per un nuovo bolocco dei contratti dei dipendenti statali e, di conseguenza, dei loro stipendi.

Sullo stesso fronte, Il Messaggero cita fonti del ministero del Tesoro e rivela due ipotesi che sarebbero al vaglio di Palazzo Chigi in merito alla revisione della spesa dalla quale il Governo intende incassare 16 miliardi nel 2015. Blocco stipendi statali “Sanità, pensioni e statali” sono i nodi cruciali, o almeno – afferma la fonte – su due di loro bisognerà intervenire. 11,5 miliardi di euro sono stati risparmiati tra il 2010 e il 2014 dal blocco degli stipendi di oltre tre milioni di lavoratori statali.

Una delle ipotesi sarebbe quella di prorogare per altri due anni il blocco delle retribuzioni del pubblico impiego. Malumori dei sindacati “Attendiamo una smentita da parte del presidente Renzi e della ministra Madia”. Così Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, rispondono alle indiscrezioni stampa di oggi. Senza chiarimenti da parte del Governo – spiegano – “è del tutto evidente che la reazione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sarà fortissima e che la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva avverrà in un clima incandescente”. “C’è da augurarsi che sia una bubbola agostana. Un nuovo blocco biennale dei salari nella P.A. sarebbe “inaccettabile” scrive la Cgil su Twitter.

“Il governo cambi strada sui dipendenti pubblici e accetti di discutere, altrimenti ci faremo sentire”. A bocciare l’ipotesi di un prolungamento di altri due anni del blocco dei contratti è il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che chiede alla politica – in un’intervista al Messaggero – di concentrarsi invece su sprechi e inefficienze. “Spero che il governo non voglia proseguire su una strada sbagliata. Il blocco è un fatto gravissimo: i dipendenti pubblici sono gli unici che hanno il reddito fermo da otto anni”, aggiunge.”Ormai il grosso del pubblico impiego è fatto da persone che sono appena al di sopra dei 1000 euro al mese. È una vicenda pericolosa non solo per gli interessati ma per tutta la pubblica amministrazione, che viene danneggiata: non c’è più nessun progetto, non si affrontano – conclude – i problemi, come dimostra anche la vicenda del ricambio generazionale affrontata solo a colpi di slogan e di luoghi comuni”.