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Pensioni d’oro crescono ancora. Sotto i 1000 euro 43% pensionati

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ROMA (WSI) – Sono quasi 700mila le pensioni con un assegno mensile superiore a 3mila euro. Dal rapporto annuale dell’istituto previdenziale emerge che nel 2013 i percettori di pensioni Inps oltre i 3mila euro al mese erano 676mila, di cui 513 mila uomini.

Le pensioni piu’ ricche (oltre 3mila euro) sono il 4,3% del totale di 15,7 milioni di pensionati ma pesano per il 14,4% sulla spesa complessiva di 265 miliardi. L’importo medio delle pensioni piu’ alte ammonta a 4.340 euro al mese escludendo il rateo della tredicesima mensilita’, con un valore di oltre 4.400 euro per gli uomini mentre le donne superano di poco la soglia dei 4mila euro.

Di contro nella categoria piu’ bassa, pensioni fino a 500 euro al mese, i titolari sono 2,1 milioni con un assegno medio di appena 305 euro al mese ed e’ l’unica fascia dove le donne percepiscono una somma superiore agli uomini, 321 euro contro 277 euro al mese. Sulle pensioni d’oro il rapporto annuale non fornisce ulteriori dettagli.

Quando l’anno scorso si ipotizzava un intervento drastico sulle pensioni piu’ elevate, l’istituto di previdenza forni’ una tabella illustrativa sull’identikit dei pensioanti d’oro. I super pensionati, quelli con un assegno mensile oltre 24mila euro erano meno di 300 persone nel 2012 per salire a 540 percettori considerando gli importi sopra i 20 mila euro al mese. Ipotizzando infine solo le pensioni superiori ai 4.800 euro al mese la platea dei fortunati arriva a 190 mila. Gli assegni mensili da 3mila a 4.800 invece sono quasi 500mila.
(Agenzie)

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Nel 2013 il 43% dei pensionati, ovvero 6,8 milioni di persone, riceve uno o più assegni per un importo totale medio mensile ‘inferiore a 1.000 euro lordi. Tra questi, il 13,4% pari a 2,1 milioni si situa al di sotto di 500 euro’. Lo rileva l’Inps nel rapporto annuale. Il 2013 segna inoltre un crollo delle pensioni liquidate, anche a seguito della stretta prevista dalla riforma Fornero. Guardando alla Gestione privata, le nuove liquidazioni, per anno di decorrenza, mostrano per i dipendenti privati un calo del 32% per le pensioni di anzianità/anticipate e del 57% per la vecchiaia sul 2012. Per l’Inps, il 2013 evidenzia ‘un saldo negativo di 9,9 miliardi’, dovuto ‘in larga parte’ all’ex Inpdap. Il patrimonio netto è invece pari a 7,5 miliardi (dato di preconsuntivo), valore che ‘migliora’ tenendo conto della legge di stabilità. Quindi, spiega l’istituto, non è a rischio la ‘sostenibilità del sistema pensionistico’.

Per il commissario straordinario dell’Inps, Vittorio Conti, che in particolare fa riferimento a lavoratori precoci e lavori usuranti, l’impalcatura previdenziale non può cambiare in continuazione e non può cambiare più di tanto, ma sarebbe ”opportuno inserire elementi di flessibilità” per ”rendere più equa la nuova architettura”. ”Quasi 1,5 milioni sono stati nel solo 2013 i beneficiari di trattamenti connessi alla perdita del lavoro ed alla disoccupazione”. Così il commissario straordinario dell’Inps, Vittorio Conti, nella sua relazione annuale, citando mobilità, i vari tipi di disoccupazione, Aspi e MiniAspi. D’altra parte ”tra il 2012 ed il 2013, è stato di oltre 54 mila unità il saldo negativo delle aziende con dipendenti e le posizioni lavorative sono diminuite di quasi 500 mila unità”. (ANSA)