Pensioni, Boeri: “spesa sociale tutta a over 65. Giovani sfavoriti”

28 Luglio 2017, di Livia Liberatore

“La nostra spesa sociale è sempre più squilibrata a sfavore delle giovani generazioni”. Lo ha detto il presidente dell’Inps Tito Boeri in audizione alla Camera sul decreto che introduce la misura nazionale del Reddito di inserimento per il contrasto all’indigenza. Secondo Boeri il sistema di protezione sociale italiano ha “contenuto i rischi di povertà per gli over 65, ma solo per loro anche nelle fasi più acute della crisi.

Se si analizza la spesa non pensionistica procapite, dice il presidente dell’istituto di previdenza sociale, si nota che “agli ultra 65enni vanno mediamente circa 1200 euro mentre agli under 39 meno di 500 euro”. Per questo motivo la povertà continua ad aumentare nelle fasce di popolazione più giovane, come hanno mostrato anche gli ultimi dati dell’ISTAT sulla povertà in Italia.

Riguardo al reddito di inserimento (Rei), Boeri lo considera un passo avanti ma avrebbe una struttura complessa sul piano gestionale e gravosa per i cittadini, che dovrebbero fare troppi adempimenti. Le risorse stabilite per il Rei sarebbero insufficienti per riuscire a “portare persone con redditi molto bassi al di sopra della linea di povertà”. Si prevede che al nuovo strumento siano dedicati 1,7 miliardi di euro che saliranno a 2 miliardi dal 2018.

Il reddito di inserimento sostituisce il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) e l’Asdi, l’assegno di disoccupazione destinato a sparire dal 2018. Secondo quanto spiegato dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti l’ammontare del Rei andrà da un minimo di 190 a un massimo di 485 euro, a seconda di vari parametri e dei componenti del nucleo familiare interessato.

Boeri lamenta anche che il ruolo dell’Inps come ente concessore sarà vanificato a causa del coinvolgimento di una pluralità di soggetti, che rischia anche di allungare i tempi di istruttoria e di messa in pagamento della misura. Boeri critica che il Rei sia basato su categorie arbitrali, come la presenza in famiglia di un, un disabile, una donna in gravidanza o un disoccupato con più di 55 anni. Questo, secondo il presidente Inps, è utile a contenere la spesa ma rischia di escludere molte persone bisognose di aiuto.