Pensioni, Boeri (Inps): “Quota 100 costerà 15-20 miliardi di euro”

24 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Arriva la prima bocciatura ufficiale della proposta di riforma previdenziale inserita nel contratto di governo Lega-M5S. Superare la legge Fornero e inserire la quota 100 per andare in pensione costerà allo Stato italiano tra i 15 e i 20 miliardi di euro.

A dare le cifre è il presidente dell’Inps Tito Boeri parlando ad un convegno sui dati amministrativi per le analisi socio-economiche e la valutazione delle politiche pubbliche. Il numero uno dell’istituto nazionale di previdenza sociale ha parlato della riforma pensioni prevista nel contratto di governo Lega-M5S e in particolare sulla proposta di andare in pensione con quota 100 tra età e contributi o 41 anni di contributi a qualsiasi età. Secondo Boeri la proposta avrebbe “un costo immediato di 15 miliardi all’anno” per salire poi a regime a 20 miliardi. Il debito implicito sarebbe di 120 miliardi di euro.

“Sul contratto di governo c’è una cifra diversa, 5 miliardi. Per arrivare a questa cifra ci sarebbe bisogno di inserire finestre che impongano un ritardo di 15 mesi (…) Bisognerebbe essere molto espliciti, avere l’onestà intellettuale di dire cosa vogliono fare e che cosa c’è e cosa non c’è esattamente in quota 100″.

Per ovviare a ciò dice Boeri si potrebbe inserire una previsione secondo la quale potrebbero non essere considerati per il calcolo degli anni dei contributi quelli figurativi o i riscatti. Ma il presidente dell’Inps spara a zero anche sul reddito di cittadinanza, anch’esso inserito nel contratto di governo gialloverde,  secondo cui i costi sono “nettamente superiori a quelli stimati”.