Pensioni: allo studio l’anticipo “rosa” solo per le donne

21 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Mentre il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha annunciato che l’Ape volontaria partirà a inizio settembre, si studiano possibili ritocchi all’Ape social.

Dopo il boom di richieste arrivate nei giorni scorsi all’Inps per l’accesso alla pensione anticipata a 63 anni per i disoccupati, per chi assiste malati gravi o chi svolge lavori gravosi, si pensa a possibili modifiche all’istituto introdotto lo scorso anno.

Obiettivo è ampliare la platea riducendo al tempo stesso i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata per le donne, abbassando il periodo di contribuzione di 3 anni. La disciplina attuale dell’Ape social non prevede alcuna differenza nei requisiti anagrafici di accesso alla pensione anticipata per donne e uomini: entrambi possono accedervi con 30 anni di anzianità contributiva ma per le donne si ipotizza un taglio a 27 e 33 anni. Inoltre si ipotizza anche di aggiungere come attenuanti anche gli anni persi al lavoro per accudire i figli o familiari affetti da disabilità. Il tutto per attuare una cosiddetta Ape rosa.

Oltre al capitolo donne, l’Ape social potrebbe cambiare anche per ciò che riguarda il riconoscimento di ulteriori bonus come il blocco dell’aumento dell‘età pensionabile a 67 anni dal 2019. Sul tema si sta consumando nelle ultime settimane un braccio di ferro tra governo e sindacati.

Dopo la proposta bipartisan firmata da Maurizio Sacconi e Cesare Damiano di fermare tale aumento, a dire la sua anche il presidente dell’Inps Tito Boeri secondo cui il blocco dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita potrebbe costare molto caro, circa 141 miliardi di spesa in più da qui al 2035.

Il prossimo incontro fissato dal ministro Poletti per discutere con i sindacati sulla riforma pensioni è indetto per il prossimo 27 luglio e si parlerà oltre che di Ape social anche della pensione di garanzia per i giovani.