Pensioni: ai giovani precari un assegno da 650 euro

31 Agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Comincia a prendere forma il pacchetto previdenziale dedicato ai giovani grazie agli incontri tra il ministro del lavoro Giuliano Poletti e i sindacati. I giovani che andranno in pensione integralmente con il sistema contributivo, potranno ricevere un assegno minimo da 650 euro i casi i contributi versati non siano sufficienti a raggiungere questa soglia. Una novità che esce fuori dalla cosiddetta fase due della previdenza e che ha annunciato il ministro Poletti.

In base alle regole attuali i giovani possono lasciare il lavoro una volta raggiunta l‘età pensionabile solo se hanno maturato una pensione pari a 1,5 volte l’assegno sociale – circa 670 euro. L’idea è quella di ridurre tale tetto a 1,2 volte.  Ma occorre un sistema di garanzia. Da qui l’assegno da 650 euro che verrebbe elargito a prescindere dai contributi versati.

Ma non solo giovani. Dal tavolo di confronto con i sindacati si è anche discusso della possibilità di ridurre la soglia di reddito necessaria per il pensionamento anticipato, una volta raggiunti i contributi necessari e prima dell’età pensionabile a 63 anni e 7 mesi. Se attualmente la soglia di reddito è di 2,8 volte l’assegno sociale, la proposta è di ridurlo a 2 come ha sottolineato Maurizio Petruccioli della Cisl.

In merito poi al possibile stop all’aumento dell’età pensionabile dal 2019 non ci sono stati particolari passi in avanti, come ha confermato la leader della Cgil, Susanna Camusso:

“Vorremmo sottolineare la molta ampia reticenza del governo, usando un eufemismo, a dire che il tema dell’aspettativa di vita sia all’ordine del giorno (…) Siamo insoddisfatti delle risposte date. Abbiamo ribadito che per noi è un punto di giudizio fondamentale. Diciamo no al doppio automatismo per l’aspettativa di vita presente nel nostro sistema pensionistico”.

Prossimi appuntamenti il 5 settembre con un tavolo sul lavoro e il 7 per pensioni e donne.