Pensione di reversibilità: batosta sugli assegni, tagli fino al 50%

20 Aprile 2021, di Mariangela Tessa

Pensione di reversibilità più sottile. Anche nel 2021 continuano i tagli alle prestazioni economiche di tipo previdenziale erogate dall’Inps, che spettano ad alcuni parenti di lavoratori dipendenti e autonomi o di pensionati che sono deceduti.
Tagli che vanno avanti dal 1995, a seguito della entrata in vigore della riforma Dini (legge 335/1995), che ha agganciato il trattamento al reddito del coniuge/parente superstite. In poche parole, maggiore è il reddito e più consistente sarà la riduzione dell’importo della prestazione pensionistica.

I redditi da prendere in considerazione per effettuare questo calcolo sono tutti quelli assoggettabili ad Irpef, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali.

Pensione di reversibilità: a chi spetta

Con la pensione di reversibilità, ai familiari superstiti spetta una quota percentuale della pensione del defunto. L’importo della pensione di reversibilità, quindi, dipende da quanti sono i superstiti ai quali questa è riconosciuta: ad esempio, spetta il 100% di quanto aveva diritto il defunto nel caso ci sia il coniuge con due o più figli a carico.

Nessuna riduzione anche se la pensione di reversibilità è riconosciuta ai figli, minori, studenti o inabili.

I tagli del 2021

Come abbiamo anticipato, il beneficiario della reversibilità se dichiara redditi sopra una certa soglia può vedersi ridurre l’assegno mensile fino a 50%.

Per l’anno 2021, la legge stabilisce che non si operano tagli all’assegno mensile solo se i redditi del beneficiario non superano tre volte il trattamento minimo. Per l’anno 2021, questo ammonta a 20.107,62 euro per l’anno, cioè 515,58 euro mensili.

Nei casi in cui si superi tale tetto, i titolari di pensione di reversibilità Inps i tagli che si operano sono rispettivamente del 25%, del 40% e del 50% in relazione alla fascia di reddito.

In particolare, per redditi che si attestano:

  • tra i 20.107,62 euro e 26.810,16 euro, il taglio sull’assegno è pari al 25% dell’importo
  • tra i  26.810,16 euro e 33.512,70 euro, il taglio sull’assegno è del 40% dell’importo
  • sopra i  33.512,70 euro, il taglio è del 50% dell’importo.