Pensione con scivolo per gli statali, la riforma della pa di Brunetta

10 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Pensione con scivolo per gli statali, inizia la riforma della pa di Brunetta

Il governo Draghi sta iniziando a lavorare sulla riforma della pubblica amministrazione, necessaria anche per ricevere dalla Commissione europea i finanziamenti del recovery plan. Bloccare i concorsi e le procedure già avviate e avviarne altri. Questa l’idea del neo ministro alla Pubblica amministrazione Renato Brunetta che ieri ha presentato una relazione in audizione alle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro in Senato.

Pensione con lo scivolo: il piano di Brunetta per gli statali

Nel mirino del governo la formazione, la digitalizzazione, l’utilizzo dello smart working una volta che si esaurirà l’emergenza dettata dalla pandemia, le relazioni sindacali, il welfare contrattuale e la revisione dell’ordinamento professionale del settore e lo sblocco dei concorsi con l’assunzione di nuove leve nella PA con l’impegno ad allargare la riserva tecnico economica per i nuovi contratti oltre i 3,375 miliardi attuali.

Ma per far entrare i giovani nella farraginosa struttura amministrativa occorrerà attuare il sempre invocato ricambio generazionale. L’attuale media dei dipendenti pubblici è superiore ai 50 anni e quasi il 17% del totale ha più di sessanta anni. Ed è qui che il ministro Brunetta si giocherebbe il suo asso nella manica: mandare gli attuali statali vicine alla pensione e con poche abilità tecnologiche in pensione con uno scivolo. Come scrive Il Messaggero:

Il ministro ipotizza “un meccanismo volontario di incentivi all’esodo di persone vicine all’età pensionabile e con professionalità non adeguate a cogliere l’innovazione tecnologica o non più motivate a rimanere nel settore pubblico”. Uno scivolo per la pensione dei lavoratori statali considerati non al passo con i tempi è quindi uno dei modi che il governo Draghi intende perseguire per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione. “Le cessazioni delle fasce con maggiori anzianità – si legge nella relazione – contribuiscono ad elevare la quota di laureati che tuttavia non supera il 40%. È urgente ripensare i meccanismi di reclutamento delle persone sia sul piano procedurale ed organizzativo che della selezione delle professionalità migliori e più idonee per le esigenze dell’amministrazione”.

In sostanza il piano del ministro prevede quindi pensioni anticipate per i dipendenti statali e quelli della Pubblica Amministrazione tramite incentivi, lasciando così spazio a dipendenti più giovani.
Il meccanismo dello “scivolo”  comporta incentivi all’esodo per i lavoratori che sono vicini all’età pensionabile o con professionalità non in linea con il nuovo corso centrato sull’innovazione tecnologica ma riguarda anche i lavoratori semplicemente «non più motivati» a rimanere nella Pubblica Amministrazione.