Pechino favorevole a euro stabile. Tende una mano alla Grecia

4 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: tassi di mercato in rialzo in area Euro lo scorso venerdì, mentre questa mattina si sta assistendo ad un calo generalizzato. In merito al piano di ristrutturazione della Anglo Irish Bank, come riportato da Reuters, il commissario europeo alla concorrenza, Almunia, ha dichiarato di essere favorevole all’intenzione del governo di chiedere ai detentori di bond subordinati di condividere parte dei costi di smantellamento dell’istituto.

Secondo Almunia la ristrutturazione della banca in una ‘bad bank’ e in una banca di finanziamenti viene incontro alle regole di concorrenza. Il piano sarà approvato dalla Commissione appena saranno resi noti i dettagli. Oggi ad Atene il ministro delle finanze presenterà al Parlamento il bilancio 2011 e, secondo quanto anticipato a Reuters da una fonte anonima, il documento indicherà per il prossimo anno un deficit/Pil del 7%-7,1% contro il 7,6% del target Ue-Fmi.

Il premier Wen ha dichiarato che la Cina è favorevole ad un euro stabile e che non ridurrà l’ammontare di bond europei detenuti. Ha aggiunto inoltre che prevede di acquistare bond greci quando il paese tornerà a finanziarsi sul mercato internazionale.

Negli Usa tassi di mercato poco variati in una giornata in cui i dati macro hanno evidenziato una crescita dei redditi e dei consumi delle famiglie ad agosto, ma anche un rallentamento dell’attività manifatturiera a settembre. Il tasso di mercato a 2 anni ha toccato un nuovo minimo storico poco sopra lo 0,4% dopo quest’ultimo dato. Questa mattina invece è calato sotto tale soglia.

Le borse hanno chiuso in lieve rialzo con l’indice S&P500 guidato dai settori legati all’energia ed alle materie prime. Il presidente della Fed di NY, Dudley, ha dichiarato che l’outlook per la crescita del mercato del lavoro e dell’inflazione è inaccettabile e la banca centrale può fornire addizionali stimoli a costi che non sembrano proibitivi.

Ha aggiunto che ulteriori misure sono garantite a meno che l’outlook economico non migliori fino ad un punto tale da essere fiduciosi sul recupero del mercato del lavoro e dell’inflazione. Il presidente ritiene che una quantità acquistata di bond pari a 500Mld$ sia equivalente ad un taglio dei tassi dello 0,5-0,75%.

Sul fronte macro, gli eventi più importanti della settimana saranno i discorsi di Bernanke di oggi, l’Ism non manifatturiero di settembre e soprattutto i dati del mercato del lavoro in programma venerdì. Segnaliamo anche che giovedì inizia ufficialmente la stagione delle trimestrali con il colosso Alcoa.

Valute: la scorsa settimana è proseguito il deprezzamento del dollaro vs euro sulla scia delle aspettative di ulteriore easing quantitativo da parte della Fed. In mattina si sta invece assistendo ad un apprezzamento del biglietto verde sulla scia del calo delle borse europee. Per oggi la resistenza si colloca in prossimità di 1,3820. Il supporto passa da 1,3650.

Secondo gli ultimi dati del Cftc, gli speculatori la scorsa settimana hanno aumentato di molto il numero di scommesse che puntano ad un deprezzamento del dollaro. Le posizioni nette rialziste in future sono sui massimi dall’ottobre 2009. Lo yen cala ai minimi da 4 mesi verso euro sulla scia del movimento dell’euro/dollaro. La resistenza per oggi si colloca a 115,50, i supporti presso 114,20 e 113,50. Verso dollaro il cross si colloca in prossimità dei minimi da 15 anni. Il supporto resta collocato in area 83. Molto probabile l’annuncio di ulteriori misure a sostegno dell’economia da parte della BoJ domani. Nuovo record nella notte per lo yuan cinese vs dollaro.

Materie Prime: chiusura di settimana caratterizzata dal proseguimento della fase di rialzo degli energetici, ad eccezione del gas naturale (-2%), con il petrolio che si è riportato sopra gli 81$/b. Positivi anche i metalli industriali favoriti dal deprezzamento del dollaro. In rialzo i preziosi, con l’oro che ha segnato l’ennesimo record storico a circa 1320$/oncia. Negativi gli agricoli trainati al ribasso dal crollo delle quotazioni del mais (-6%) su un buon andamento del raccolto statunitense.

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