Pd, un morto che cammina: Cacciari e Prodi chiedono scioglimento

26 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Disastrosi i risultati delle ultime elezioni amministrative per il Partito democratico che perde roccaforti storiche in Toscana ed Emilia Romagna, da sempre regione rosse strappate oggi al centrodestra e la Lega.

Una vera e propria Caporetto che ha fatto alzare dalla sedia i seguaci della prima ora e non solo. Dalle pagine de L’Espresso l’ex sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari indica la linea da seguire: sciogliere il Pd.

“Una sinistra può nascere soltanto dalla fine del colossale equivoco rappresentato dal Pd. (…) Dal Pd di questo decennio occorre comunque uscire. Altrimenti? Altrimenti è probabile, come il 4 marzo ha già indicato, che lo spostamento di opinioni e voti dall’area Pd all’area Cinque Stelle continui – così come, parallelamente, quello da Fi alla Lega”.

Un partito mai nato lo definisce Cacciari con i democratici dovevano rinnovare la sinistra e invece l’hanno riportata al passato tenendola bloccata su divisioni figlie di tradizioni superate. Un appello a rinnovarsi quello di Cacciari a cui si aggiunge anche Romano Prodi che dalle pagine di Repubblica chiede, dopo il crollo, un congresso subito e una nuova formazione politica. Laura Cesaretti sul Giornale racconta oggi che Matteo Renzi ha commissionato un sondaggio segreto per sapere quanto peserebbe elettoralmente un suo partito nel caso in ci abbandonasse il Partito Democratico.

E Renzi che fine ha fatto? Per ora l’ex premier non si sbilancia anche perché, come scrive il Giornale, avrebbe commissionato dei sondaggi segreti a due istituti – Swg e Emg – per testare cosa pensano gli italiani di un suo partito. E sarebbe andata piuttosto male avrebbe detto Renzi ai suoi dopo aver constatato che per il primo sondaggio il suo potenziale partito arranca a malapena al 4%, appena sopra il quorum, l’altro qualche punto in più, ma poca roba.