PARMACRACK,
INTERROGATO DI TONNA

5 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Incomincia con un interrogatorio a sorpresa la nuova giornata della Parmalat. E prosegue sul fronte finanziario con una fuga degli investitori dai titoli degli istituti di credito coinvolti in qualche modo con il gruppo di Collecchio.

Fausto Tonna, l’ex direttore finanziario della Parmalat, è arrivato in tribunale a Parma di primo mattino infilandosi negli uffici della Procura. Era accompagnato da tre agenti della polizia penitenziaria, per l’interrogatorio di oggi, che tutti si aspettavano avvenisse in carcere. Tonna indossava un completo grigio ed era atteso già all’interno della Procura da alcuni legali dello studio Dominioni.

Evidentemente infastidito dai cameramen e dai fotografi che lo seguivano in massa per le scale del tribunale li ha apostrofati così: “Auguro a voi e alle vostre famiglie una morte lenta e dolorosa”.

Sul fronte delle indagini si attende ancora di sapere se e quando tornerà in Italia l’ex presidente di Parmalat Venezuela Giovanni Bonici, per il quale è stato emesso un ordine di custodia cautelare dalla procura di Parma lo scorso 30 dicembre. E’ “a Caracas, a casa sua, come aveva già annunciato ai pm il 23 dicembre. E per ora non riparte per rientrare in Italia”, dice il suo avvocato, Antonino Tuccari, che, alla domanda sulla data in cui farà ritorno, afferma: “No, non c’è una data, e anche se fosse fissata non la direi. Comunque tornerà presto”. Gli inquirenti, per la verità, lo attendevano già per ieri 4 gennaio.

Tuccari, che ha conversato con i giornalisti all’esterno del palazzo di giustizia, ha detto poi di non sapere di che cosa si stia occupando Bonici in questi giorni: “Non lo so, perché poi d’altra parte non ha avuto il provvedimento di custodia cautelare. Io stesso che fosse colpito da un provvedimento di custodia cautelare l’ho scoperto dai giornali e dalla tv”. A chi gli chiedeva se il suo cliente in Sudamerica avesse visto e si fosse incontrato con l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi, il legale ha risposto che “questo è impossibile perché Tanzi è partito il 19 mentre Bonici era in rientro in Italia e viceversa, quando Tanzi è rientrato, Bonici è ripartito per il Venezuela. Mi sembra impossibile che si siano potuti incontrare all’estero”.
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Circa il ruolo di Bonici che, nella vicenda, svolgerebbe funzioni di tesoriere delle disponibilità di Calisto Tanzi secondo alcune piste investigative, Tuccari ha risposto che il suo cliente “fino al 2 gennaio è stato presidente di Parmalat Venezuela, poi ha chiesto al commissario straordinario Enrico Bondi di essere sospeso proprio perché era venuto a conoscenza di essere stato colpito da un provvedimento di custodia cautelare per evitare l’inquinamento delle prove”.

Quanto, infine, al fatto che il “tesoro” possa davvero trovarsi in Sudamerica, Tuccari ha detto: “L’ho letto anch’io sui giornali, ma mi sembra difficile, non lo so, la normativa valutaria del Venezuela non la conosco, anche se indubbiamente Bonici la conosce bene per aver lavorato per molti anni”.

Intanto la Borsa ha reagito alle prime notizie riguardo il coivolgimento delle banche nel crollo della Parmalat. Capitalia segna perdite dal 3 al 3,3%. In ribasso anche gli altri bancari coinvolti come Popolare Lodi (-1,52%), Mps (-0,79%), Intesa (-0,77%), San Paolo Imi (-0,66%). Tiene Unicredit (+0,05%).