PARMACRACK,
ECCO LE BANCHE
ESPOSTE CON TANZI

15 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

In attesa del rapporto del ministro dell’Economia Giulio Tremonti al Parlamento sul caso Parmalat alcune delle banche italiane e straniere forniscono le cifre dei soldi prestati al colosso agroalimentare.

BANCHE STRANIERE – Bank of America è stata tra le prime a rendere noto l’entita’ della sua esposizione nei confronti della Parmalat. «Alla fine dell’anno – si legge nel documento depositato presso la Sec – la nostra esposizione nei confronti della Parmalat comprendeva sia prestiti che derivati per un totale di 274 milioni di dollari. I prestiti diretti e le lettere di credito sono pari a un totale di 244 milioni di dollari, 105 milioni di questi sono garantiti da assicurazione sul credito e considerati come non redditizi; 121 milioni di dollari in prestiti non hanno liquidita’ di supporto o assicurazione sul credito e sono considerti come non redditizi con accantonamenti specifici per 60 milioni di dollari; inoltre ci sono 18 milioni di dollari di lettere di credito non utilizzate garantiti da liquidita’. In aggiunto abbiamo un’esposizione aggiuntiva in derivati per 30 milioni di dollari».

BANCHE ITALIANE – Il Banco Popolare di Verona e Novara ha invece un’esposizione complessiva nei confronti delle società Parmalat e Parmatour di 32 milioni di euro, pari allo 0,09% degli impieghi complessivi e allo 0,96% del patrimonio netto.

Più ingente il credito fornito dalla Banca Monte dei Paschi di Siena è esposta complessivamente per circa 185 milioni di euro. Ancora maggiore l’esposizione dell’Imi-San Paolo di Torino che è vicina ai 300 milioni di dollari.

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