PARMACRACK: 4 BANCHE ESTERE RINVIATE A GIUDIZIO

13 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Quattro banche estere sono state rinviate a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare (gup) di Milano, Cesare Tacconi, per il crack Parmalat con l’accusa di aggiotaggio in relazione alla violazione della legge 231 sulla responsabilità oggettiva per non aver predisposto il modello organizzativo adatto a prevenire la commissione di reati. Si tratta di Citigroup, Ubs, Deutsche Bank e Morgan Stanley. Rinviati a giudizio anche tredici funzionari delle banche coinvolte. La prima udienza si terrà il 22 gennaio 2008 davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Milano. Il prossimo 18 giugno, invece, il gup milanese dovrebbe decidere sulla richiesta di patteggiamento di Nextra (società di gestione risparmio di Banca Intesa) e di suoi quattro funzionari, già avanzata nelle scorse settimane.

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ESTRANEITÀ – «Il processo consentirà di accertare la totale estraneità ai fatti contestati di Citigroup e del dirigente Paolo Botta». È questo il commento ufficiale di Citigroup sulla decisione del gup di Milano. Secondo Citigroup il processo «confermerà che la banca fu parte offesa della più grave bancarotta fraudolenta della storia italiana del dopoguerra».

OPINABILE – La Ubs solleva dubbi sulla scelta del gup. «Il giudice ha dato una sua interpretazione alla normativa ritenendo soggette anche le banche straniere che non hanno sede in Italia», ha detto il difensore dell’Ubs, avvocato Giuseppe Bana. «Si tratta di un’interpretazione opinabile che andrà riproposta in dibattimento perché ci sono argomenti di segno opposto».

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