Parla risparmiatore che ha perso tutto investendo in Veneto Banca

2 Luglio 2017, di Daniele Chicca

Riportiamo la lettera di un risparmiatore che ha perso tutti i suoi soldi investiti in Veneto Banca. L’autore del messaggio inviato alla redazione di Formiche.net sostiene di aver investito in obbligazioni subordinati della banca veneta poi liquidata, rassicurato dal fondo Atlante gestito da Quaestio Capital.

Il lettore ha chiesto di restare anonimo, dice Formiche, “perché non ha informato ancora la famiglia di aver perso tutti i risparmi”.

“Buongiorno direttore, sono un risparmiatore che ha recentemente perso praticamente tutto col decreto salvarisparmi delle Banche Venete di sabato scorso.
 
Io sono stato spinto a credere in queste banche, anche se poi ho scelto solo Veneto Banca per gli investimenti, dalle dichiarazioni estive del prof. Penati e degli altri attori coinvolti.
 
Meno di un anno fa le banche fecero un grosso aumento di capitale, pagato dal fondo Atlante (partecipato da tutte le banche più importanti della nazione) al temine del quale le dichiarazioni pubbliche erano delle banche più solide della penisola, con cet1 altissimo e roboanti affermazioni del prof. Penati che intimava a tutti di smettere di pubblicizzare la possibilità di insolvenza delle due banche per sottrarre la loro clientela.Vista la situazione ed i numeri pubblicamente diffusi, oltreché la proprietà della banca, che di fatto era posseduta solo da altre banche e fondazioni bancarie, ho investito tutto il mio patrimonio frutto di risparmi e della recente vendita di un immobile, in obbligazioni, con prezzo di carico molto elevato, quindi non cercavo alcuna speculazione, ma solo un posteggio tranquillo per arrivare a rimborso.Verso la fine dell’anno scorso, in pochissimi mesi, la situazione pubblica iniziò a deteriorarsi: gli amministratori che avevano avuto i conti sottomano da moltissimi mesi, parevano aver cambiato opinione sugli stessi. Le quotazione di quello che avevo comprato a oltre 90, crollava a 60, ma io continuavo a credere alla banca…
A gennaio ho avuto una tragedia familiare, che ha reso mia madre invalida gravissima e da quando è uscita dall’ospedale me ne occupo in via esclusiva, avendo abbandonato il mio lavoro (lavorare per pagare una badante è un assurdo, preferisco non lavorare e occuparmene direttamente io); nel frattempo la situazione finanziaria delle banche, che seguivo molto marginalmente dato ero impegnato in altro, diventava drammatica: quello che era arrivato a 60, valeva ormai 15.
I piccoli azionisti, venivano rimborsati col 15% del massimo raggiunto dalle azioni, utilizzando circa mezzo miliardo delle risorse delle banche. Passaggio necessario per rilanciare le banche dicevano, e io gli credevo.
L’Europa intanto dichiarava le due banche solvibili e sistemiche, a marzo.Nel frattempo metà del mio investimento si avviava a rimborso, il 21 giugno, e non vedevo l’ora di tornare in possesso del denaro prestato, dato che ormai mi serviva davvero. Circa 100 ore prima della scadenza del 21 giugno, il governo emana un decreto che sospende il pagamento del rimborso di un contratto tra privati (me e la banca) con un abuso chiarissimo. La settimana seguente (meno di 100 giorni dopo che erano state dichiarate solvibili e sistemiche) il governo mette in liquidazione le due banche spostando il mio credito (sia quello scaduto che quello non scaduto) in una bad bank, con delle risorse, ma con lo stato come creditore privilegiato, per un ammontare sicuramente superiore alle risorse in essa contenute.Morale della storia, il mio prestito scaduto e non rimborsato è perduto, dato che vincere una causa contro la bad bank non mi porrebbe in alcun modo davanti allo stato come creditore, così come il restante prestito non scaduto.
 
Qualsiasi azione giudiziaria andrebbe a cozzare col privilegio statale e qualsiasi vittoria non sarebbe premiata da alcun ristoro economico, dato la bad bank, nel momento che finirà di ripagare lo stato, cosa che non accadrà mai completamente, sarà solo una scatola vuota.
 
Il mio investimento vale zero, ho perduto tutto e nel momento del massimo bisogno. Tutto questo per forzature chiaramente incostituzionali del governo e mentre gli azionisti, investitori meno privilegiati di un obbligazionista, hanno avuto un ristoro che ha depauperato risorse sufficienti a rimborsare TUTTI gli obbligazionisti subordinati.La ciliegia finale è che i media diffondono la notizia che tutti gli obbligazionisti subordinati retail, quale io sono, sono tutelati al 100%, mentre tale tutela è limitata ad un platea molto piccola (acquisto allo sportello dell’emittente e non da banca online, acquisto prima del 30/06/2014) e non copre assolutamente la maggioranza degli obbligazionisti retail che perdono TUTTO, non molto: TUTTO.Se vorrà pubblicare parte della mia lettera la autorizzo a farlo, ma la prego di non riportare il mio nome, dato la mia famiglia non sa nulla di questo, e sono tanto bravi a giudicare quanto a non occuparsi, neanche in parte di mia madre.La saluto cordialmente e la ringrazio se vorrà dare visibilità all’ingiustizia che io e molti altri stiamo vivendo”.