PALM: CHE SUCCEDE ALL’EX TITOLO CALDO?

26 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il successo dei computer palmari Palm (PALM) e’ alle stelle.

Gli utenti dell’assistente personale digitale (PDA) ne cantano le lodi e il nome Palm e’ diventato sinonimo di apparecchiature mobili.

Secondo International Data Corp., la societa’ controllava nel 1999 oltre il 78% del crescente mercato dei ‘personal digital assistant’.

C’e’ solo un neo in questo quadro perfetto: il titolo Palm e’ in discesa e dalla punta massima di quest’anno ha perso l’87%.

All’inizio di marzo Palm ha debuttato ad un prezzo di $38 ad azione per raggiungere immediatamente quotazioni astronomiche.

Jonathan Ross di ABN Amro aveva previsto che raggiungesse in sei mesi $90, ma il titolo, che ha toccato quota $165 nel primo giorno di contrattazioni, e’ ora a 20 e 7/8.

Cosa e’ successo a una delle piu’ calde Ipo della storia?

Secondo alcuni operatori e’ solo questione di tempo. L’Ipo e’ stata lanciata al massimo del mercato e ora la situazione e’ cambiata; secondo altri il problema e’ da ricercarsi nel rapporto prezzo/utili. Al prezzo iniziale Palm presentava un P/E di 540, contro 48 di Intel (INTC) e 38 di Microsoft (MSFT). Contro queste teorie si deve ricordare che gli analisti non prestano la minima attenzione al rapporto prezzo/utili e che sebbene la percezione del mercato da parte degli investitori sia cambiata, gli elementi fondamentali che rendevano appetibile il titolo sono rimasti.

Si prevede ancora che il settore dei computer palmari cresca nei prossimi cinque anni ad un tasso annuo compreso tra il 40% e il 60% e Palm per ora detiene oltre i tre quarti della quota di mercato.

Microsoft ha lanciato il mese scorso il suo PocketPC, ma nonostante le buone recensioni, gli utenti preferiscono la tecnologia Palm perche’ permette di controllare e.mail, contrattare titoli, scambiare numeri di telefono con altri Palm Pilot, il tutto senza cavi.

I problemi di Palm, pero’, non sembrano finiti ora che la controllante 3Com (COMS), che possiede il 94,3% della divisione palmare, ha ottenuto l’esenzione fiscale per lo spinoff dei titoli Palm. Lo scorporo dovrebbe avere effetto il 27 luglio e gli investitori dovrebbero ricevere 1,5 azioni di Palm per ogni titolo 3Com.

Cio’ significa che, sebbene molti azionisti preferiranno mettere i titoli nel cassetto, milioni di azioni Palm entreranno sul mercato, diluendo ulteriormente il prezzo.

La societa’, poi, sembra essere a corto di componenti per la produzione, soprattutto di carte per la memoria e di schermi a cristalli liquidi e nonostante Palm abbia molte opportunita’ anche nelle licenze dei sistemi operativi e nell’accesso wireless a Internet, il 99% del fatturato deriva ancora dalla vendita dei computer palmari.

Che fare quindi del titolo Palm?

Le opinioni sono divise; non considerando i sottoscrittori del collocamento, tra le banche che seguono il tiolo due suggeriscono di vendere, due di acquistare. Chris Sessing di Crowell Weedon mantiene il rating ‘hold’, almeno per il rapporto prezzo/utili che e’ ora di 371.

Per il terzo trimestre, che si conclude la prossima settimana gli analisti prevedono utili di 3 centesimi ad azione, che porterebbero il totale annuo a 7 centesimi.