Pagamenti: UBS e Credit Suisse accusate di boicottare Apple e Samsung

15 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Credit Suisse e UBS nel mirino dell’autorità svizzera per la concorrenza. E’ notizia delle ultime ore l’avvio da parte della WEKO, l’autorità svizzera della concorrenza del paese, di un’indagine su alcune delle più grandi società finanziarie per un sospetto boicottaggio in merito a soluzioni di pagamento mobile come Apple Pay e Samsung.

Nell’elenco delle aziende da esaminare troviamo Aduno Holding, Postfinance, Swisscard e le unità svizzere di Credit Suisse e di UBS. Perquisiti anche vari uffici delle società coinvolte. I media locali indicano che l’indagine è volta a chiarire se diverse istituzioni finanziarie svizzere abbiano raggiunto un accordo per boicottare le soluzioni di pagamento mobile da fornitori internazionali come Apple Pay e Samsung. Le autorità sospettano che queste istituzioni abbiano concordato congiuntamente di non divulgare i dettagli della propria carta di credito da utilizzare con Apple Pay e Samsung Pay a favore di Twint, un’app svizzera per i pagamenti mobile.

Siamo sorpresi di questa indagine e siamo convinti che le accuse si riveleranno infondate. Offriamo già ai consumatori in Svizzera l’accesso ad Apple Pay e Samsung Pay tramite la nostra controllata Swisscard, di cui Credit Suisse detiene il 50%. Inoltre, abbiamo discusso con aziende come Apple, Samsung o Google per diversi mesi su come le loro soluzioni di pagamento mobile potrebbero essere offerte ai nostri clienti”.

Così Credit Suisse in una nota, mentre UBS ha sottolineato che  non è riuscita a raggiungere un accordo con Apple Pay nonostante abbia offerto diverse alternative.

“Non facciamo commenti sulle indagini in corso, ma vorrei sottolineare che nel 2016 abbiamo cercato di raggiungere un accordo con Apple Pay per quanto riguarda l’uso delle carte di credito UBS. Sebbene abbiamo offerto diverse alternative, purtroppo non è stato raggiunto alcun accordo”.