Padoan: “Senza spese terremoti e migranti saremmo in pareggio”

28 Ottobre 2016, di Daniele Chicca

È la notizia che danno in prima pagina i giornali oggi. Il governo avrebbe rispettato il bilancio se non fosse stato per i costi aggiuntivi per la gestione della crisi dei rifugiati e per le spese legate ai disastri naturali. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dice che senza spese per sisma e crisi migranti, “saremmo in pareggio”.

“Al di fuori delle considerazioni sul ciclo economico, il cambiamento nel target sul 2017 rispetto al programma di stabilità del 2016 è largamente spiegato dalle spese straordinarie legate ai rischi sull’immigrazione e sismici”, si legge nella risposta di Padoan indirizzata ai commissari Ue Dombrovskis e Moscovici.

Renzi cavalca anche lui l’onda della demagogia, mettendola sul vittimismo: “4 terremoti in 7 anni, vediamo se Bruxelles si girerà ancora dall’altra parte”, ha detto il premier. Il pareggio di bilancio verrà invece raggiunto tra tre anni.

L’economia italiana, ricorda il capo del Tesoro, sta ancora vivendo condizioni cicliche di difficoltà e questo suggerisce “un più graduale aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine che rimane il pareggio strutturale al 2019”.

Le autorità europee chiedono che quelle spese vengano contate dopo la legge di Stabilità 2017. Ieri a Omnibus il parlamentare Gennaro Migliore (PD) l’ha definita una “follia”. Il governo Renzi sostiene infatti che per ricostruire Amatrice e gli altri luoghi colpito dal sisma di fine agosto, per esempio, l’esecutivo ha già stanziato soldi.