Padoan il tedesco: Italia assolutamente pronta a fine QE

28 Novembre 2017, di Alessandra Caparello

La fine del bazooka monetario della Bce non dovrebbe essere una fonte di preoccupazione per l’Italia, che – anzi – è “assolutamente pronta” a fare i conti con l’assenza degli acquisti massicci della banca centrale guidata dall’italiano Mario Draghi che fanno parte del Quantitative EasingLo ha detto il ministro italiano delle Finanze.

L’impatto positivo di un contesto di tassi di interesse in crescita, in particolare per  non va sottovalutato, secondo Padoan, soprattutto per le banche. Dopo le dichiarazioni di Pier Carlo Padoan, che a giudicare dalle sue dichiarazioni si sta preparando nel migliore dei modi alla candidatura a capo dell’Eurogruppo, i mercati non hanno cambiato direzione.

Sul Forex, l’euro sta ancora cercando di trovare un po’ di slancio nella seduta odierna dopo i guadagni recenti e scambia in area 1,1885 dollari, in prossimità ai minimi di seduta. I massimi di giornata sono stati toccati a quota 1,1920. Il crosso euro sterlina scambia in trading range in area 0,8940.

Dopo l’endorsement della Commissione agli Affari Economici, Padoan è diventato tra i candidati favoriti per il vertice dell’Eurogruppo. La notizia della sua candidatura viene riportata da vari organi stampa, anche se ancora l’ufficialità non c’è. Entro giovedì 30 novembre dovranno essere presentate le candidature formali alla presidenza dell’Eurogruppo, l’organismo di coordinamento tra i ministri delle Finanze dei 19 Paesi che hanno adottato la moneta unica.

“Pier Carlo, com’è evidente, ha tutte le qualità per essere un buon presidente dell’Eurogruppo: è un uomo sperimentato, è ministro delle Finanze di un Paese importante e un economista molto valido. Ha le sue qualità, ma non è il solo (…) È un posto detenuto dai socialisti e ci sarebbe qualche motivo perché lo conservi, in un contesto in cui le cariche europee tendono ad essere concentrate nelle mani di un’altra famiglia politica”.

Padoan ha incassato l’endorsement del francese Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici. Il titolare del dicastero di via XX Settembre non è ufficialmente iscritto a un partito membro del Pse, ma è vicino al centro sinistra e in particolar modo al Mdp, movimento dell’ala sinistra del PD uscito di recente dal partito guidato dal segretario Matteo Renzi.

Tra gli altri papabili ci sono anche il portoghese Mario Centeno e lo slovacco Peter Kazimir, socialista schierato sulla linea del rigore, molto gradito alla Germania come scrive Il Giornale, a cui si aggiungono la lettone Dana Reizniece-Ozola e il belga Johan Van Overtveldt mentre il francese Bruno Le Marie si è defilato.