Società

Pace fiscale: salta per metà dei richiedenti. “Bomba sociale” pronta a scoppiare

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Una vera e propria bomba sociale è quella che potrebbe esplodere con quasi la metà dei contribuenti che avevano aderito alla pace fiscale e che non sono riusciti a corrispondere entro i termini previsti perdendo i benefici della definizione agevolata.

Pace fiscale: alle casse dello Stato mancano oltre 2 miliardi di introiti

Così emerge in una risposta parlamentare (n.3-03022) dal sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Maria Cecilia Guerra in commissione VI del Senato all’interrogazione formulata dal Senatore Emiliano Fenu (M5S). Nel quesito sono state richieste le stime dei contribuenti che al 1 gennaio 2022 non hanno corrisposto le rate della rottamazione ter e saldo e stralcio sospese durante la pandemia e quali siano state le correlate conseguenze economiche in termini di mancato incasso per l’erario.

Ebbene quasi la metà dei contribuenti (il 43%) che avevano aderito alla pace fiscale non sono riusciti a corrispondere i pagamenti entro il maggior termine stabilito al 9 dicembre 2021 (14 dicembre con lieve ritardo) perdendo i benefici della definizione agevolata.
Duro colpo anche per le casse dell’erario. Si stima infatti che 2,45 miliardi di euro di introiti attesi nel 2022 e 2023 non saranno suscettibili di essere riscossi attraverso rottamazione ter e saldo e stralcio.

Forte la preoccupazione espressa dal senatore Emiliano Fenu (capogruppo del M5S in commissione Finanze a Palazzo Madama).

“Il Governo ha risposto in commissione Finanze a una nostra interrogazione perché avevamo timore per una situazione potenzialmente esplosiva per tanti contribuenti che stanno ricevendo cartelle esattoriali essendo anche decaduti dai benefici della rateizzazione. Una condizione proibitiva per tante imprese che si trovano nelle condizioni di non poter pagare i debiti con il fisco e di dover portare i libri in tribunale. I numeri sono molto esplicativi: i contribuenti decaduti dalle rateazioni precedenti e dal saldo e stralcio sono il 43% degli aventi diritto. Ciò comporta l’innesco di una potenziale bomba sociale. Dobbiamo assumere al più presto – ha ribadito Fenu – un provvedimento che consenta a tutti di pagare con più serenità. Dobbiamo riaprire i termini della rottamazione ter e stiamo presentando un emendamento che preveda anche una nuova rottamazione che riteniamo necessaria per superare questa situazione di crisi. Anche il Mef, nella sua relazione, ha confermato il principio che di fronte a questi numeri si devono agevolare i contribuenti”.

Il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Angela Perrone, commercialista e revisore dei conti: “Oltre la metà delle rate del saldo e stralcio 2021 non sono state pagate. Questo è un segnale d’allarme assolutamente preoccupante, sinonimo della profonda crisi che attanaglia imprese e cittadini. I commercialisti chiedono l’adozione urgente di un nuovo provvedimento per completare il pagamento della rottamazione ter. Come è stato discusso durante l’ultimo forum nazionale del nostro ordine, il rinvio al 30 giugno 2022 è indispensabile se vogliamo davvero sostenere migliaia di aziende che cercano di superare il momento più drammatico dal dopoguerra ad oggi per il nostro Paese”.

Anche i commercialisti denunciano il fallimento della proroga della rottamazione ter e saldo e stralcio.

“Avevamo rappresentato – evidenzia Marco Cuchel Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – l’inadeguatezza di un provvedimento che di fatto ha concesso uno slittamento di soli pochi giorni ai contribuenti, senza tenere conto della condizione di difficoltà economica in cui versano tutt’oggi molti cittadini e imprese.”.

Gli effetti della pandemia sull’economia del Paese non si sono esauriti e la decisione di ripristinare, a partire dall’inizio di quest’anno, le regole ordinarie con il superamento delle misure agevolative introdotte durante l’emergenza, non si è dimostrata lungimirante.

“L’emergenza – sostiene Marco Cuchel – non può dirsi superata, per questo è opportuno che tutte le rateizzazioni in essere nel periodo della pandemia (accertamento con adesione, pace fiscale, rottamazione ter, saldo e stralcio, avvisi bonari, ecc.) siano rimesse nei terminipermettendo una loro nuova calendarizzazione, con la possibilità per i contribuenti anche di una ridefinizione dei piani di ammortamento del debito.” Al Governo ANC chiede un intervento urgente in tal senso, poiché la situazione che si è determinata, insostenibile per molti cittadini contribuenti e imprese, è preoccupante per le sue conseguenze economiche e sociali.

Cancellare le cartelle esattoriali: come funziona e per chi

Il Decreto Sostegni ha previsto difatti lo “Stralcio” dei debiti fino a 5 mila euro nel senso che sono annullati i debiti, risultanti dai singoli carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, che, alla data di entrata in vigore del “Decreto Sostegni”, hanno importo residuo fino a 5 mila euro (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni).

Tra i debiti oggetto dello “Stralcio” sono compresi anche quelli eventualmente presenti nei piani di pagamento della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio”.

I beneficiari dello “Stralcio” sono:

  • le persone fisiche che hanno percepito, nell’anno d’imposta 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro;
  • soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno percepito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro.

Si può verificare sul sito dell’Agenzia delle entrate-riscossione, se nei documenti (cartelle/avvisi) inclusi nel proprio piano di pagamento della “Rottamazione-ter” e/o del “Saldo e stralcio”, sono presenti carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1/1/2000 al 31/12/2010 rientranti tra quelli di importo residuo fino a 5 mila euro, calcolato alla data del 23/03/2021, per i quali la legge ha previsto l’annullamento.
Cosa fare? Basta inserire i dati contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute”, documento ricevuto dai contribuenti che hanno aderito a rottamazione ter e saldo e stralcio, per iniziare la verifica. Qualora vi siano carichi under 5.000 euro interessati, ne viene comunicata al contribuente la presenza e vi è la possibilità di richiedere i moduli di pagamento aggiornati.

La condizione prevista per l’annullamento dei debiti riferiti a persone fisiche è che nel periodo d’imposta 2019, sia stato conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte fino a 30 mila euro mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche, che nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, sia stato conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte fino a 30 mila euro.