PA peggiore pagatrice d’Europa: debiti salgono a 60 miliardi

27 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

Nonostante le promesse dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni lo stock del debito pubblico italiano rimane ancora molto elevato e come sottolineava anche Goldman Sachs nel suo più recente report sul tema, Italia e Spagna devono stringere la cinghia se vogliono che il fardello statale torni su livelli sostenibili sul medio termine.

Malgrado annunci e promesse delle autorità, nonché i 56 miliardi di euro messi a disposizione per il biennio 2013-2014, denuncia la Cgia di Mestre, lo stock di debito rimane ancora molto elevato, poiché “la nostra Pubblica Amministrazione continua a pagare con forte ritardo rispetto a quanto previsto dalla Direttiva europea introdotta nel 2013, che impone di pagare entro 30-60 giorni”.

Al 31 dicembre 2014, segnala il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, il debito commerciale della Pubblica Amministrazione nei confronti dei fornitori privati ammonterebbe a 70 miliardi di euro. Depurando da questo importo i 10 miliardi circa che i creditori hanno ceduto pro soluto alle banche si evince che la nostra Pubblica amministrazione deve saldare ancora 60 miliardi ai propri fornitori.

Nonostante i tempi di pagamento siano scesi di 21 giorni nell’ultimo anno, secondo Intrum Justitia nel 2015 la PA si conferma la “peggiore pagatrice d’Europa”, visto che salda mediamente i propri fornitori dopo 144 giorni, contro i 34 giorni medi che si registrano in Ue.

Per fare un confronto, la Francia salda le proprie fatture dopo 62 giorni, i Paesi Bassi in 32 giorni, il Regno Unito in 24 giorni e la Germania dopo 19 giorni.

(DaC)