Outlook sull’euro dopo nuova iniezione di liquidità in arrivo

16 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – La notizia principale della giornata di ieri, quella che maggiormente ha avuto un impatto sui vari mercati è stata, certamente, quella relativa all’intervento coordinato di alcune fra le principali banche centrali mondiali sul mercato interbancario.

L’annuncio dato dalla Banca Centrale Europea ha colto alla sprovvista il mercato che comunque ha potuto reagire nel migliore dei modi: in particolare pensiamo a quello azionario, che si è potuto portare su livelli delle settimane passate, cancellando così i pessimi risultati mostrati dall’inizio della settimana.

Vediamo nel dettaglio di cosa si è trattato. Dal comunicato rilasciato dalla stessa BCE si legge che “la banca ha deciso, coordinandosi con Fed, BoE, BoJ e SNB di avviare tre diverse operazioni (il 12 ottobre, il 9 novembre ed il 7 dicembre) per fornire liquidità in dollari con prestiti a tre mesi, sino alla fine dell’anno”.

La causa di questo intervento è spiegato quindi all’interno del comunicato: sostanzialmente le Banche hanno cercato di porgere una mano al sistema interbancario, sempre più in difficoltà a reperire, specialmente dollari, che sino a prima dell’intervento venivano scambiati a tassi decisamente superiori allo 0.20%. Per esempio, ieri mattina, due importanti istituti di credito hanno avuto un prestito a breve con un tasso di interesse superiore all’1%.

Come dicevamo le reazioni del mercato non si sono fatte attendere, in particolare le borse del Vecchio Continente hanno potuto viaggiare a rialzo, per il secondo giorno di seguito: Francoforte +3.15%, Parigi +3.27 e Piazza Affari +3.55%.

Proprio parlando della nostra piazza borsistica di casa, viene in mente come il nostro paese continui ad essere sotto la lente d’ingrandimento dato che, a parte una correzione dei massimi di 400 lo spread Bund-Btp continua a mantenersi elevato: ieri, l’euforia del mercato ha potuto portare il differenziale solamente a 368, in chiusura.

Intanto, per la giornata, entrambi gli occhi sono ancora puntati sulla soluzione della crisi greca ed evidentemente sull’incontro dell’Ecofin (in Polonia) che incomincerà proprio oggi in serata e terminerà domani. All’ordine del giorno, oltre ad un aggiornamento sulla crisi greca e sulle misure adottate dal governo ellenico, si valuteranno anche alcune proposte per aumentare il grado di autonomia ed efficienza della governance dell’Unione.

La reazione che abbiamo potuto valutare sui cambi è stata generalmente dollar-negative, permettendo quindi un recupero a tutte quelle valute tenute sotto scacco dal biglietto verde nelle ultime giornate.

La reazione più evidente l’ha mostrata il cambio eurodollaro, rompendo gli indugi degli ultimi giorni e trovandosi in poco tempo al di fuori del canale che stiamo osservando da giorni. La rottura quindi di 1.3775-1.38 figura ha trovato una resistenza successiva a 1.3935, visto proprio venerdì scorso, per poi consolidare la posizione conquistata. Dal punto di vista grafico la rottura c’è stata, anche se in effetti è sopra 1.40 che vorremmo vedere un ritorno per tornare fiduciosi sulla moneta unica, dato che questo movimento potrebbe essere figlio solamente di una situazione temporanea e non supportata nel lungo: sappiamo perfettamente che non sono, infatti, cambiate le carte in gioco nella partita dei debiti sovrani europei. Il supporto al movimento positivo di euro è dato da 1.37 figura, livello rappresentato dalla linea di tendenza positiva con origine a 1.3495.

Nonostante l’euforia dei mercati il cambio UsdJpy non ha mostrato, ieri, niente di più di un movimento di 50 pips a rialzo, salvo poi tornare a consolidare la posizione tenuta negli ultimi giorni a 76.75. Il posizionamento del mercato è ancora pesantemente sbilanciato per una ripresa del dollaro (circa 9 a 1) e ciò nonostante non si riesce ad intravedere una ripresa che duri più di una giornata. Forse, come diciamo da qualche tempo, il mercato dovrà andare a sfidare le intenzioni della BoJ avvicinandosi/superando il minimo precedente a 75.90.

Molto interessante si è rivelata la rottura di 105.50 su EurJpy. In questo caso, infatti, abbiamo avuto una netta risalita, immediatamente superato il livello, in grado di portare i prezzi al di sopra dell’altro livello considerato resistenza di 106.50 (intorno al quale i prezzi ora consolidano). 107.80 corrisponde idealmente a 1.40 per eurodollaro. Anche in questo caso, oltre il livello visto (suggerito da precedenti minimi e dal transito della media mobile di lungo su grafico H4) possiamo attenderci una continuazione del trend favorevole alla moneta unica.

Anche la sterlina ha potuto risollevare, parzialmente, il capo dopo la notizia di ieri. Il cable infatti si è potuto allontanare di una figura e mezza abbondante dal minimo raggiunto due giorni fa a 1.5705. Date le numerose conferme di validità, come livello di passato supporto, non possiamo che considerare 1.5915 come livello di prossima resistenza, oltre cui rivedere qualcosa di più strutturale.

Osserviamo ora il franco, che si è rivelato meno equilibrato contro la moneta unica ed in ripresa contro il biglietto verde.

Il cambio EurChf, complice una volatilità in aumento paragonata ai giorni scorsi, si è potuto allontanare dai livelli visti di recente e spostarsi verso il livello di attenzione di 1.21, che rimane area di attenzione e resistenza nel breve.

Il cambio UsdChf ha mostrato un avvicinamento alla parte bassa del canale negativo in atto da qualche giorno. Un superamento di pochi minuti non dovrebbe compromettere quanto è in atto da giorni e che indica a 0.88 circa il livello di continuazione del trend principale (positivo) di lungo, mentre a 0.8650 sappiamo che si trova un supporto.

Concludiamo con il dollaro australiano e neozelandese, in ripresa di parecchi punti da ieri.

Il cambio AudUsd, trovato ancora supporto in mattinata a 1.0180, ha dato il via ad un movimento positivo in grado di riportare all’attualità l’area di resistenza di 1.0380.

Il cambio NzdUsd, trovato allo stesso modo supporto su 0.8120, si è portato in territorio positivo sino a raggiungere la resistenza importante di 0.8280.

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