ORARIO ALLUNGATO: BORSE UE NON SI ADEGUANO

18 Maggio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Le borse di Milano e Francoforte hanno iniziato le contrattazioni a orario allungato, ma i mercati europei meno importanti, quali Vienna, Madrid, Zurigo e Dublino, non sembrano intenzionati a seguire l’esempio.

Non ci sarebbe ancora abbastanza domanda per mantenere aperte le piazze fino alle 19:30 e la chiusura posticipata significherebbe costi piu’ elevati.

“Ha senso per la Germania l’estensione dell’orario,”, commenta un operatore di Madrid, sottolineando il volume d’affari delle borse di Francoforte e Milano, rispetto alla Spagna.

Vienna, con una capitalizzazione di mercato di circa 30 miliardi di euro, ha visto il volume dei contratti salire del 30%-40% dal mese di novembre, ma l’estensione dell’orario non e’ in programma.

“Vogliamo caratterizzarci come un mercato di nicchia”, ha commentato il presidente della borsa di Vienna Stefan Zapotocky, “non possiamo competere con le maggiori borse”.

Molte societa’ austriache, pero’, hanno scelto di collocarsi sul Neuer Markt e gli operatori del mercato prevedono che Vienna verra’ inglobata o snobbata se non si adattera’ agli sviluppi dei concorrenti.

I costi per mantere operative le borse oltre l’orario tradizionale sono un altro disincentivo ad adeguarsi.

La Deutsche Boerse pubblicizza l’estensione d’orario come un metodo per mantenersi sincronizzati con i mercati statunitensi e gli operatori europei concordano sull’aumento del volume di contrattazioni dopo l’apertura di Wall Street.

Ci sono pero’ altri sistemi per aiutare la sincronia.
Uno sarebbe quello di concordare i giorni di apertura dei mercati. Ci sono ora meno di 70 giorni in cui le borse sono contemporaneamente aperte in un anno.